Dichiarazione di guerra al Mondo

23 Aprile 2024

 

 

Trump e i suoi sono furenti. E furenti sono, in genere, i conservatori statunitensi. Con una gabola dello Speaker della Camera, il repubblicano Mike Johnson, il nuovo finanziamento, in armi e denaro per circa 76 miliardi, all’Ucraina, è passato al Congresso. E Kiev già la settimana prossima potrebbe ricevere gli aiuti.

 

Che tali aiuti servano, poi, veramente a ribaltare la situazione militare, è lecito dubitarne. Potranno, forse, rallentare l’avanzata russa… forse. Sicuramente andranno a rimpinguare il conti correnti di Zelenski e soci. Gli unici, tra gli ucraini, che da questa guerra hanno, fino ad ora, guadagnato. E molto.

Zelenski, naturalmente, chiede di più. Scudo aereo, difesa anti-missilistica. Come per Israele.

Ma Kiev non è Telaviv. E per Washington ci sono figli e figliastri.

Gli europei, poi, hanno già abbondantemente sguarnito le loro difese. Seguendo le indicazioni suicide di Bruxelles. E della Casa Bianca.

 

Checché ne dicano certi “commentatori”, Putin non è pazzo, e non ha alcuna intenzione di attaccare l’Europa. Ma se, putacaso, gliene venisse l’uzzolo, sarebbe il disastro. Senza l’ombrello atomico americano, i russi affonderebbero come lama rovente nel burro.

 

Nel pacchetto approvato a Washington ci sono, anche, alcune altre cosette.

Altri ventisei miliardi per Israele. Alcune briciole di aiuti a Gaza. Così, tanto per salvare la faccia ai regimi sunniti che stanno sostenendo Israele. Sostegno militare – mascherato da aiuti per il post terremoto – a Taiwan. E poi…

 

E poi, il blocco di Tic Toc. A meno che la proprietà (privata) cinese non lo ceda.

E uno si potrebbe chiedere cosa c’entra un Social, pur in grande espansione, con un pacchetto di aiuti a carattere essenzialmente militare.

Ma sarebbe domanda stolta. Perché è evidente che Tic Toc sta cominciando ad impensierire i grandi Social statunitensi. Leggi gruppo Meta. Leggi Bill Gates. E questi hanno indiscutibilmente molti amici al Congresso statunitense. Anche se più che amici, forse, dovremmo definirli dipendenti.

 

Tuttavia non è solo questione di interessi finanziari. Il controllo, l’egemonia dei Social è una delle principali armi del Soft Power americano. Arma potentissima, e un predominio assoluto cui Washington non intende rinunciare.

 

Paradossalmente a dire le parole più sincere sullo scopo di tale pacchetto di aiuti globali, è stato proprio l’ottimo Mike Johnson. Nel tentativo di spiegare la sua conversione sulla Via di Damasco. Tanto più clamorosa, vista la sua, ferma, opposizione del passato agli aiuti a Kiev.

Ma si sa… certe cose, certi mercati delle vacche, non accadono solo in Italia.

 

Comunque, spiegando appunto la sua scelta, Johson ha detto di aver preso coscienza che tale, complessivo, pacchetto di aiuti era essenziale per combattere i nemici. Con cui gli States sono… in guerra.

 

Interessante no? Secondo quello che riveste la terza carica del sistema federale, gli States sarebbero in guerra con Russia, Iran e Cina. E, di conseguenza, con gli amici e alleati di questi.

 

Una dichiarazione molto compromettente. E avventata. Ma che serve a fare chiarezza.

Secondo Johnson, non smentito dalla Casa Bianca, gli States praticamente sono in guerra… col resto del Mondo.

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