Bugiardissimo, sleale, perdente. Però Matteo Renzi resta l’unico, nel campo gauchista, con una visione strategica. E dopo aver preso atto che il centro è una boiata pazzesca, ha nuovamente virato a sinistra. Non per convinzione ideologica, che manco sa cosa sia, ma per convenienza politica. Partendo da un semplice presupposto: il centrodestra è, complessivamente, minoritario nelle urne. Ma vince comunque perché l’opposizione è divisa.
Tutto vero. Ma con un particolare non proprio irrilevante. Il “fronte repubblicano” alla francese, in Italia non funziona. Dunque bisogna compattare la gauche intorno ad un’idea, ad un progetto. O, molto più semplicemente, intorno ad una spartizione di poltrone che possa accontentare tutti. E qui nasce il problema di Conte e dei 5 Stelle. Che, non disponendo di un apparato minimamente qualificato, temono di essere tagliati fuori da una spartizione. D’altronde anche Conte è consapevole che non si possono riproporre personaggi in stile Toninelli e Azzolina. È vero che il PD riesce a proporre di peggio, però con un partito in grado di condizionare la gauche in redazione, trasformando Moretti in una pensatrice di livello.
In ogni caso Giorgia Meloni deve ringraziare Conte di esistere. Perché è lui a garantire, per il momento, che il fronte antimeloniano non si saldi. Quando si è unito, come in Sardegna, per lady Piscina sono stati dolori.. Mentre i problemi di solidità delle alleanze si manifestano anche nel centrodestra. Meloni assicura che Marina e Pier Silvio Berlusconi le vogliono bene e la sostengono. Mente sapendo di mentire, ma non può dire altro.
Però le fa gioco lo spostamento a sinistra di Renzi. È la dimostrazione che i moderati non esistono, che il centro è una sciocchezza. Dunque o Marina si sposta a sinistra per inseguire Elly sul fronte Lgbtq+++, oppure la smette con le puttanate in politica e si limita a sostenere il mondo dei vizi privati con la Mondadori/Rizzoli e con Mediaset.
I numeri, però, danno ragione a Renzi. E lady Piscina, per contrastarli, dovrebbe allargare i consensi a quell’area che ha tradito, che ha insultato, che ha penalizzato. Sia per accontentare la gauche intello che pretendeva abiure sia per garantire poltrone, sedie e strapuntini ai propri famigli, privi di qualità ma tanto obbedienti. Ora, per questione di numeri, dovrebbe recuperare un’intera area. Con il rischio di ottenere solo pernacchie.
Dopo Elly, ora è Conte a salvare Giorgia
Bugiardissimo, sleale, perdente. Però Matteo Renzi resta l’unico, nel campo gauchista, con una visione strategica. E dopo aver preso atto che il centro è una boiata pazzesca, ha nuovamente virato a sinistra. Non per convinzione ideologica, che manco sa cosa sia, ma per convenienza politica. Partendo da un semplice presupposto: il centrodestra è, complessivamente, minoritario nelle urne. Ma vince comunque perché l’opposizione è divisa.
Tutto vero. Ma con un particolare non proprio irrilevante. Il “fronte repubblicano” alla francese, in Italia non funziona. Dunque bisogna compattare la gauche intorno ad un’idea, ad un progetto. O, molto più semplicemente, intorno ad una spartizione di poltrone che possa accontentare tutti. E qui nasce il problema di Conte e dei 5 Stelle. Che, non disponendo di un apparato minimamente qualificato, temono di essere tagliati fuori da una spartizione. D’altronde anche Conte è consapevole che non si possono riproporre personaggi in stile Toninelli e Azzolina. È vero che il PD riesce a proporre di peggio, però con un partito in grado di condizionare la gauche in redazione, trasformando Moretti in una pensatrice di livello.
In ogni caso Giorgia Meloni deve ringraziare Conte di esistere. Perché è lui a garantire, per il momento, che il fronte antimeloniano non si saldi. Quando si è unito, come in Sardegna, per lady Piscina sono stati dolori.. Mentre i problemi di solidità delle alleanze si manifestano anche nel centrodestra. Meloni assicura che Marina e Pier Silvio Berlusconi le vogliono bene e la sostengono. Mente sapendo di mentire, ma non può dire altro.
Però le fa gioco lo spostamento a sinistra di Renzi. È la dimostrazione che i moderati non esistono, che il centro è una sciocchezza. Dunque o Marina si sposta a sinistra per inseguire Elly sul fronte Lgbtq+++, oppure la smette con le puttanate in politica e si limita a sostenere il mondo dei vizi privati con la Mondadori/Rizzoli e con Mediaset.
I numeri, però, danno ragione a Renzi. E lady Piscina, per contrastarli, dovrebbe allargare i consensi a quell’area che ha tradito, che ha insultato, che ha penalizzato. Sia per accontentare la gauche intello che pretendeva abiure sia per garantire poltrone, sedie e strapuntini ai propri famigli, privi di qualità ma tanto obbedienti. Ora, per questione di numeri, dovrebbe recuperare un’intera area. Con il rischio di ottenere solo pernacchie.
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