Dopo l’accordo con il Giappone l’industria cinematografica italiana tenta le co-produzioni con gli Usa

24 Febbraio 2024

 

L’Italia sembra essere impegnata a corteggiare da vicino gli Stati Uniti e le sue case di produzione per stringere un importante accordo intergovernativo di co-produzione cinematografica che gli USA, paese egemone del grande schermo, non ha ancora mai concesso a nessuna nazione. E l’industria cinematografica statunitense sembra gradire le avances dei produttori nostrani.

I primi passi potrebbero essere mossi al prossimo Festival del cinema di Venezia, dopo la proposta lanciata da Roberto Stabile, responsabile progetti speciali della direzione cinema del ministero della cultura (MiC), alla proiezione del film “Io Capitano” di Matteo Garrone nella sede della storica MPA a Washington.

La proiezione è stata un’iniziativa promossa dall’ambasciata italiana, Italian Screen, MiC, dal Dipartimento di Stato statunitense e Middleburg Film Festival, alla vigilia dell’inizio delle votazioni finali per gli ambitissimi Oscar, dove la pellicola è nella cinquina dei finalisti per il miglior film straniero.

Stabile, durante la presentazione prima della proiezione, di fronte a una platea che includeva anche alcuni dei membri votanti della Academy, ha commentato come l’industria culturale e cinematografica italiana si stia mettendo all’opera per incrementare i rapporti tra l’Italia e gli Stati Uniti e da qui ha lanciato una sfida alle case di produzione di oltreoceano per stringere un accordo di co-produzione anche con gli Usa, dopo quello stretto in precedenza con il Giappone dove, con un certo orgoglio, Stabile commenta “siamo stati i primi”.

La proposta è stata subito raccolta con un applauso dall’assistente del segretario di stato per gli affari culturali Lee Satterfield, che poco prima aveva elogiato l’Italia per come rappresenti molto bene la “diplomazia della cultura” e in particolare quella del cinema che, secondo Satterfield, aiuta a superare le divisioni del nostro mondo.

L’industria cinematografica italiana sembra aver trovato di nuovo un po’ di spirito dopo anni di latitanza e provincialismo e cerca, con le unghie e con i denti di riprendersi finalmente un ruolo di rilievo nel panorama culturale internazionale. Gli accordi con il Giappone hanno rappresentato un ottimo inizio. Quali saranno i possibili risultati di questo “corteggiamento” agli Stati Uniti è ancora tutto da vedere, ma i segnali appaiono positivi e il possibile raggiungimento di un accordo potrebbe dare nuova linfa alla nostra produzione cinematografica.

 

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