“Ma in ferie da cosa?”. Atteso, immancabile, implacabile. Di fronte alla realtà dei fatti – che smentisce le sempre più insopportabili menzogne del governo e dei media di servizio a proposito degli italiani tutti in vacanza – è arrivato l’intervento del Riformista. Il quotidiano anti populista ed anti popolare parte all’attacco delle ferie di agosto che paralizzano l’Italia per più di un mese, considerando anche le difficoltà di ripresa dopo le vacanze.
“Succede solo da noi”. Dunque tutti i turisti stranieri che, proprio ad agosto, affollano Penisola ed Isole non sono in ferie. Stanno lavorando. Strano, non se n’era accorto nessuno, a parte il Riformista. Che, per non farsi mancare niente, attacca anche le ferie di fine anno.
D’altronde il ragionamento è logico. Se con lo stipendio che ricevi non puoi permetterti neppure una settimana di vacanza fuori dalla città in cui vivi, che bisogno hai di ferie più lunghe? Meglio se lavori, così non ti annoi.
Certo, esistono alcuni problemi collegati. A partire da quello dei figli. L’estate in città, anche con eventuali centri estivi pubblici e privati, non è il massimo. Dunque meglio eliminare anche le ferie degli insegnanti e far proseguire la scuola. Quanto alla salute, al bisogno di sole, di aria pulita, di iodio, i ragazzi potranno ingozzarsi di pastiglie. Seguendo la logica della farmacologia come rimedio per tutto e tutti.
In questo modo si mette fine al mito del Duce che “ha fatto anche cose buone” con le colonie per i bambini poveri, con le colonie elioterapiche contro il rachitismo, con i treni per festeggiare il ferragosto. Tutto sbagliato, tutto da cancellare.
Pastiglie ed efficienza contro l’ozio estivo padre di tutti i vizi. Perché le ferie, le vacanze, il sole, i viaggi e lo sci d’inverno sono privilegi da riservare agli stranieri ed alle famiglie degli oligarchi italiani. Che avranno a disposizione scuole particolari, con vacanze e viaggi. Mentre i genitori potranno dare ordini dal mare o dalla montagna agli schiavi rimasti in azienda.
Almeno il Riformista ha il merito di aver spiegato il futuro che tocca al gregge italiano.
E finalmente arriva il Riformista: basta ferie per rilanciare la ricchezza padronale
“Ma in ferie da cosa?”. Atteso, immancabile, implacabile. Di fronte alla realtà dei fatti – che smentisce le sempre più insopportabili menzogne del governo e dei media di servizio a proposito degli italiani tutti in vacanza – è arrivato l’intervento del Riformista. Il quotidiano anti populista ed anti popolare parte all’attacco delle ferie di agosto che paralizzano l’Italia per più di un mese, considerando anche le difficoltà di ripresa dopo le vacanze.
“Succede solo da noi”. Dunque tutti i turisti stranieri che, proprio ad agosto, affollano Penisola ed Isole non sono in ferie. Stanno lavorando. Strano, non se n’era accorto nessuno, a parte il Riformista. Che, per non farsi mancare niente, attacca anche le ferie di fine anno.
D’altronde il ragionamento è logico. Se con lo stipendio che ricevi non puoi permetterti neppure una settimana di vacanza fuori dalla città in cui vivi, che bisogno hai di ferie più lunghe? Meglio se lavori, così non ti annoi.
Certo, esistono alcuni problemi collegati. A partire da quello dei figli. L’estate in città, anche con eventuali centri estivi pubblici e privati, non è il massimo. Dunque meglio eliminare anche le ferie degli insegnanti e far proseguire la scuola. Quanto alla salute, al bisogno di sole, di aria pulita, di iodio, i ragazzi potranno ingozzarsi di pastiglie. Seguendo la logica della farmacologia come rimedio per tutto e tutti.
In questo modo si mette fine al mito del Duce che “ha fatto anche cose buone” con le colonie per i bambini poveri, con le colonie elioterapiche contro il rachitismo, con i treni per festeggiare il ferragosto. Tutto sbagliato, tutto da cancellare.
Pastiglie ed efficienza contro l’ozio estivo padre di tutti i vizi. Perché le ferie, le vacanze, il sole, i viaggi e lo sci d’inverno sono privilegi da riservare agli stranieri ed alle famiglie degli oligarchi italiani. Che avranno a disposizione scuole particolari, con vacanze e viaggi. Mentre i genitori potranno dare ordini dal mare o dalla montagna agli schiavi rimasti in azienda.
Almeno il Riformista ha il merito di aver spiegato il futuro che tocca al gregge italiano.
Condividi
Trending posts
Ciao, ciao Zelensky
Parliamo di Pinocchio
Ue-Cina, la nuova battaglia dell’auto: non fermare Pechino ma decidere dove si costruiranno le automobili
Politica
Economia
Attualità
Cultura
Esteri
Commentarii
Lifestyle
Torino
Scripta manent
SPort
Interviste
Naftalina
Arte Biki
Leggi anche
A Bruxelles l’asilo Mariuccia o la corruzione dilagante?
Siate realisti, chiedete l’impossibile. Pur di evitare che la protesta dei lavoratori si saldi con quella dei fancazzisti delle banlieues
Macron, Hollande, Sarkozy: sono loro i disertori che hanno tradito la Francia
La destra italiana cerca inutilmente di nascondere il pensiero intelligente di De Benoist sulla rivolta francese