Washington, Langley e, soprattutto, il Pentagono non sanno più che pesci pigliare. Letteralmente, visto che stiamo parlando dell’operazione navale in Yemen.
Che sta andando male. Anzi malissimo. Deludendo tutte le previsioni . Evidentemente troppo ottimistiche.
A fare filtrare la notizia non il solito, maligno, putinista annidato nei Social. Ma Bloomberg News. Una delle più importanti piattaforme informative statunitensi. Di proprietà (80% delle quote azionarie) di Michael Bloomberg, il magnate e politico statunitense, di famiglia di ebrei russi, che è stato Sindaco repubblicano di New York. E, poi, sostenitore di Barack Obama, e di Hillary Clinton nella corsa, perduta, contro Trump. Perché Bloomberg è un liberal. Non un conservatore o un populista trumpiano. Tanto che, oggi, è chiaramente schierato per Joe Biden.
Fonte, quindi, che non può venire tacciata di propalare notizie false e tendenziose. Ma negli States i giornalisti fanno i giornalisti… non i propagandisti di regime…
E la notizia è, appunto, il totale fallimento dell’operazione Mar Rosso. Dove Washington ha dispiegato una notevole forza navale, due portaerei con relative squadre, più gli alleati britannici. E senza tenere conto della flottiglia europea, che ha funzione di difendere i traffici nel Mar Rosso.
Molto, moltissimo… soprattutto se si pensa che tale forza doveva servire solo ad eliminare la minaccia degli Houthi. Considerato un piccolo gruppo di ribelli yemeniti di fede zaidita. Quindi legati all’Iran.
Una pratica da evadere in pochi giorni.
E, invece, gli Houthi si stanno dimostrando un osso duro da rodere.
Per molte ragioni. Ben concrete, ma sottovalutate dagli strateghi statunitensi.
In primo luogo non si tratta di un piccolo gruppo di terroristi. Bensì di una forza di circa trecentomila miliziani. Per intenderci, dieci volte quelli a disposizione di Hamas.
Ben organizzati ed addestrati dai Qods. I reparti speciali iraniani. E temprati da oltre dieci anni di guerra contro la coalizione del Golfo a guida Saudita. Che gli americani hanno appoggiato, e dal cui fallimento avrebbero pure dovuto trarre qualche riflessione.
Gli Houthi sono ben armati. Dotati di droni e missili capaci di bloccare l’accesso delle navi a Suez. Per non parlare del rischio, concreto, che taglino le reti informatiche vitali per Europa ed Asia.
In più combattono nel loro ambiente. E questo praticamente azzera (o quasi) la superiorità militare e tecnologica occidentale.
Anche qui a Washington hanno dimostrato di non saper prendere lezioni dalla storia passata. Da quanto accaduto in Afghanistan. E, soprattutto, in Vietnam. Il peggior disastro militare di tutta la storia statunitense. E sul quale proprio il generale Petreus, già a capo della CIA , ha scritto un saggio… illuminante. Che, però, evidentemente ben pochi, a Washington e dintorni, hanno letto.
E così, oltre a costare moltissimo, questa missione nel Mar Rosso sta producendo un… effetto paradosso.
Gli Houthi si limitavano ad attaccare le navi trasportio israeliane. E ben poco altro. Ora, sotto la pressione degli attacchi anglo-americani, hanno alzato il tiro. E il traffico verso Suez rischia il blocco totale.


