“…guardando, anziché al futuro, a un passato rimpianto che non ritornerà più”. A volte le parole fuggono dalla gabbia del pensiero unico obbligatorio e raccontano la realtà nonostante il tentativo di negarla da parte di chi scrive o parla. Perché, per il Corriere della Sera, “il passato rimpianto” è quello dell’Austria. E non dell’Austria Felix. Ma di quella successiva, quella che non si può pronunciare. Non Sissi, non Cecco Beppe. Dopo.
Ed il rimpianto, per il Corriere, è quello che ha portato a premiare la destra di Fpö. Che ha già governato, in Austria, senza alcun problema. Ma la gauche in redazione pare esserselo dimenticata. Così come ignora – no, non fa finta, è proprio profondamente ignorante – le abissali differenze tra Fpö e la tedesca Afd. Per non parlare di Vox o RN. Ma è più facile far di tutta l’erba un fascio.. Appunto.
Ed allora Massimo Nava si addentra nella mentalità passatista non solo degli elettori austriaci ma di tutta un’Europa che, a suo avviso, si autocondanna al declino perché si oppone all’invasione. Ignorando tutti i meravigliosi benefici garantiti dalle braccia dei nuovi sfruttati e pensando esclusivamente ai costi (colossali) per assicurare i benefici sociali a chi non ha mai contribuito con un centesimo alla costruzione di uno stato sociale.
Poi, ammette di straforo Nava, ci sarebbe anche il piccolo problema della sicurezza. Quisquilie che non dovrebbero frenare l’inclusione. D’altronde il problema della sicurezza è concentrato soprattutto nelle periferie, dunque la gauche intello che vive nelle Ztl non se ne preoccupa minimamente.
Eppure, se avessero ragione Nava ed il Corriere, il problema sarebbe facilmente risolvibile. Basterebbe che i magistrati, quelli illuminati e progressisti, la smettessero di rimettere immediatamente in libertà gli spacciatori, gli sfruttatori, i borseggiatori, i responsabili di risse ed aggressioni, i membri delle baby gang. Punire i colpevoli permetterebbe di ripulire le periferie, ridurrebbe drasticamente il timore degli anziani e dei genitori con figli piccoli. E renderebbe agevole l’inclusione.
Invece la gauche intello vuole i provvedimenti svuota carceri, vuole provvedimenti alternativi che non funzionano e non tolgono la racaille dalle strade. Vuole progetti per comprendere i poveri giovani migranti o anche di seconda e terza generazione che si divertono a derubare, in branco, coetanei isolati, anziani indifesi.
Ora si è aggiunta anche la famiglia Berlusconi a pretendere che il maggiordomo Tajani porti avanti il progetto dello Ius scholae. Basta avere frequentato la scuola italiana per ottenere la cittadinanza. E non è previsto che non venga regalata a chi, negli anni di scuola, ha rubato, aggredito, violentato.
Ed allora è perfettamente comprensibile che, non solo in Austria, si rimpianga il passato..
E il Corriere scopre che l’Europa rimpiange il passato. “Quel” passato..
“…guardando, anziché al futuro, a un passato rimpianto che non ritornerà più”. A volte le parole fuggono dalla gabbia del pensiero unico obbligatorio e raccontano la realtà nonostante il tentativo di negarla da parte di chi scrive o parla. Perché, per il Corriere della Sera, “il passato rimpianto” è quello dell’Austria. E non dell’Austria Felix. Ma di quella successiva, quella che non si può pronunciare. Non Sissi, non Cecco Beppe. Dopo.
Ed il rimpianto, per il Corriere, è quello che ha portato a premiare la destra di Fpö. Che ha già governato, in Austria, senza alcun problema. Ma la gauche in redazione pare esserselo dimenticata. Così come ignora – no, non fa finta, è proprio profondamente ignorante – le abissali differenze tra Fpö e la tedesca Afd. Per non parlare di Vox o RN. Ma è più facile far di tutta l’erba un fascio.. Appunto.
Ed allora Massimo Nava si addentra nella mentalità passatista non solo degli elettori austriaci ma di tutta un’Europa che, a suo avviso, si autocondanna al declino perché si oppone all’invasione. Ignorando tutti i meravigliosi benefici garantiti dalle braccia dei nuovi sfruttati e pensando esclusivamente ai costi (colossali) per assicurare i benefici sociali a chi non ha mai contribuito con un centesimo alla costruzione di uno stato sociale.
Poi, ammette di straforo Nava, ci sarebbe anche il piccolo problema della sicurezza. Quisquilie che non dovrebbero frenare l’inclusione. D’altronde il problema della sicurezza è concentrato soprattutto nelle periferie, dunque la gauche intello che vive nelle Ztl non se ne preoccupa minimamente.
Eppure, se avessero ragione Nava ed il Corriere, il problema sarebbe facilmente risolvibile. Basterebbe che i magistrati, quelli illuminati e progressisti, la smettessero di rimettere immediatamente in libertà gli spacciatori, gli sfruttatori, i borseggiatori, i responsabili di risse ed aggressioni, i membri delle baby gang. Punire i colpevoli permetterebbe di ripulire le periferie, ridurrebbe drasticamente il timore degli anziani e dei genitori con figli piccoli. E renderebbe agevole l’inclusione.
Invece la gauche intello vuole i provvedimenti svuota carceri, vuole provvedimenti alternativi che non funzionano e non tolgono la racaille dalle strade. Vuole progetti per comprendere i poveri giovani migranti o anche di seconda e terza generazione che si divertono a derubare, in branco, coetanei isolati, anziani indifesi.
Ora si è aggiunta anche la famiglia Berlusconi a pretendere che il maggiordomo Tajani porti avanti il progetto dello Ius scholae. Basta avere frequentato la scuola italiana per ottenere la cittadinanza. E non è previsto che non venga regalata a chi, negli anni di scuola, ha rubato, aggredito, violentato.
Ed allora è perfettamente comprensibile che, non solo in Austria, si rimpianga il passato..
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