Che sta succedendo in Romania? La domanda non è, affatto, peregrina, anche se i nostri Media e giornaloni non parlano, praticamente mai, di Bucarest e dintorni. O, al massimo, vi fanno cenno, come si trattasse di un, remoto, Paese dei Campanelli.

E, invece, la Romania non si trova solo alla nostra porta di casa, vicina, vicinissima…ma è anche membro della UE. Ed è un fatto che non dovremmo, mai, dimenticare. Perché quello che vi sta accadendo ci può servire a meglio comprendere i comportamenti di questa Unione Europea. E, fatte le debite proporzioni, anche la situazione in cui versa l’Italia.
Dunque, in Romania si è votato. Un voto, a quanto risulta, perfettamente regolare. Che ha portato alla vittoria, certa ed indiscutibile, di Câlin Georgescu. Un candidato indipendente, con limitata esperienza politica, ma un passato professionale, come ingegnere ed esperto di sviluppo, di tutto rispetto. Un passato, si badi bene, maturato anche negli Stati Uniti e, soprattutto, presso le Nazioni Unite.
Georgescu non è mai stato comunista. Né filo-russo. Semmai alcune sue dichiarazioni – causa per lui di non pochi problemi – avrebbero lasciato intravvedere una certa, diciamo così, “simpatia” per la Guardia di Ferro e il suo, antico, leader. Corneliu Zelea Codreanu.

Tuttavia, quando, nel novembre 2024, ha vinto a sorpresa le elezioni politiche, surclassando i candidati cari all’Unione Europea, è stato, immediatamente, accusato di essere filo-russo. E il risultato elettorale è stato, altrettanto immediatamente, annullato. Per esplicito ordine della Commissione Europea.
Come? Vi sembra strano? Beh, mi spiace, ma le cose sono andate proprio così. I risultati elettorali annullati. Elezioni sospese sino a data da destinarsi. E, infine, gli arresti domiciliari per Georgescu, con l’interdizione a partecipare alla politica per sei anni.
Il tutto per ordine di Bruxelles. E non sono illazioni, perché vi sono le dichiarazioni di più di un membro della Commissione Europea. Membri mai votati, né eletti da alcun popolo, ovviamente.
Elezioni, dunque, annullate e rinviate sine die. Quando i rumeni si saranno ficcati nelle loro dure cervici, che la democrazia ha valore solo e soltanto se a vincere sono persone grate al potere, economico e politico, che sta dietro alla Commissione Europea.
Altrimenti…non vale, si annulla, si rifà.
Solo che il diavolo è bravissimo a fare le pentole, ma, spesso se non sempre, si dimentica dei coperchi.

E, così, la Romania sta esplodendo. Manifestazioni di piazza, vere ed oceaniche, a Bucarest e in tutte le città. Manifestazioni a sostegno di Georgescu. E, soprattutto, protese a rivendicare il diritto del popolo rumeno a decidere il proprio destino.
Questo è, in estrema sintesi, quanto sta accadendo a pochi, in fondo, chilometri da noi.
Ma non ve ne eoccupate…continuate a seguire i telegiornali che vi raccontano quanto siamo democratici in Europa. E quanto è bello vivere in questo paradiso da ciuchi di Pinocchio.