“Si può fare un secondo lavoro? Secondo la legge no. Però, siccome siamo in Italia: fatta la legge, trovato l’inganno”. Quello di Bruno Benelli, giornalista bravo e preparato che si occupa di previdenza per il Tg5, è in fondo il perfetto epitaffio da apporre sulla lapide che commemora questo Paese. Il suo, riferito alle badanti, teoricamente è solo il commento alla consueta deficienza delle norme italiane che vietano qualcosa ma, per evitare rogne, evitano accuratamente di prevedere sanzioni per chi non le rispetta. Ti vieto di svolgere un doppio lavoro, ma se te ne freghi non ti succede niente.
L’importante è riempire la vita di norme, cavilli, impedimenti. Più o meno giusti. Ciò che conta è giustificare uno stipendio per chi non sa fare altro che inventare ostacoli quotidiani. Dopodiché o non si prevedono sanzioni, come nel caso delle badanti citato da Benelli, oppure si evitano controlli. Non solo per ciò che riguarda la previdenza. E di commenti analoghi se ne possono ascoltare molti nei servizi del giornalista.
Ma chiunque se ne può rendere conto quotidianamente. Esiste, in alcune città, il divieto di fumare all’aperto a meno di 5 o 10 metri dalle altre persone? Mai che qualcuno lo faccia rispettare su un marciapiede, sotto un portico, in una piazza affollata.
Un Paese ridicolo, fermo alle grida manzoniane attribuite all’occupante spagnolo ma diventate un simbolo dell’italietta libera e democratica.
Un Paese dove il pur comprensibile e sacrosanto dolore della vedova di un rapinatore porta la signora a pretendere la giustizia da uno stato che il marito non ha mai rispettato. La signora non voleva giustizia quando il marito andava a rubare? Giustizia a giorni alterni, evidentemente. “Siccome siamo in Italia..”.
È vietato ma si può. Tanto siamo in Italia..
“Si può fare un secondo lavoro? Secondo la legge no. Però, siccome siamo in Italia: fatta la legge, trovato l’inganno”. Quello di Bruno Benelli, giornalista bravo e preparato che si occupa di previdenza per il Tg5, è in fondo il perfetto epitaffio da apporre sulla lapide che commemora questo Paese. Il suo, riferito alle badanti, teoricamente è solo il commento alla consueta deficienza delle norme italiane che vietano qualcosa ma, per evitare rogne, evitano accuratamente di prevedere sanzioni per chi non le rispetta. Ti vieto di svolgere un doppio lavoro, ma se te ne freghi non ti succede niente.
L’importante è riempire la vita di norme, cavilli, impedimenti. Più o meno giusti. Ciò che conta è giustificare uno stipendio per chi non sa fare altro che inventare ostacoli quotidiani. Dopodiché o non si prevedono sanzioni, come nel caso delle badanti citato da Benelli, oppure si evitano controlli. Non solo per ciò che riguarda la previdenza. E di commenti analoghi se ne possono ascoltare molti nei servizi del giornalista.
Ma chiunque se ne può rendere conto quotidianamente. Esiste, in alcune città, il divieto di fumare all’aperto a meno di 5 o 10 metri dalle altre persone? Mai che qualcuno lo faccia rispettare su un marciapiede, sotto un portico, in una piazza affollata.
Un Paese ridicolo, fermo alle grida manzoniane attribuite all’occupante spagnolo ma diventate un simbolo dell’italietta libera e democratica.
Un Paese dove il pur comprensibile e sacrosanto dolore della vedova di un rapinatore porta la signora a pretendere la giustizia da uno stato che il marito non ha mai rispettato. La signora non voleva giustizia quando il marito andava a rubare? Giustizia a giorni alterni, evidentemente. “Siccome siamo in Italia..”.
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