Elkann svende l’impero editoriale. Ma nessuno vuole La Busiarda

12 Dicembre 2025

A chi La Stampa? A loro! A nessuno, in realtà. Perché nessuno vuole il quotidiano torinese degli Elkann. Il nipote di Gioanin Lamiera, personaggio che incarna perfettamente il declino della peggior dinastia nazionale, ha deciso di liberarsi del badò editoriale che non è in grado di gestire. Via Repubblica, via La Sentinella del Canavese, via le radio del gruppo Gedi. Dopo aver già venduto le testate locali.

E un gruppo greco pare disponibile a comprare tutto, ad un prezzo ovviamente molto più basso rispetto a quanto investito da Elkann ed anche rispetto a quanto avrebbe voluto ricavare. D’altronde i giornali vendono sempre meno.

Ma neppure i greci vogliono farsi carico de La Stampa. Della Busiarda, come viene definita dal sempre più esiguo numero dei lettori. Gli unici che si sono accorti dell’esistenza del quotidiano sono i propal che hanno invaso la sede in un giorno di sciopero. E non si sa se l’invasione sia stata decisa in quella data per evitare il fastidio di incontrare i giornalisti o se sia stata casuale perché nessuno si era accorto dello sciopero.

In ogni caso, nessuno pare disposto a sprecare degli euro per rilevare la testata.

Magari sarebbe il caso di un briciolo di autocritica? Perché le vendite sono in picchiata, e da tempo? Perché la credibilità non esiste più? Perché nessuno vuole più questo giornale con questa redazione?

Un tempo la situazione sarebbe stata affrontata con l’autogestione. I giornalisti si prendono la testata e la rilanciano puntando sulla propria qualità. Non è più possibile. La Stampa perde soldi ogni giorno, e perde lettori. Cattiva gestione, certo, ma i lettori si perdono a causa di una pessima informazione. E, almeno sotto questo aspetto, Elkann è innocente poiché non ha la benché minima idea di cosa sia l’informazione.

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