Enigma Le Pen

10 Settembre 2026

 

 

Tutti i sondaggi danno il Rassemblemant National in testa nelle prossime elezioni politiche francesi.

E per Marine Le Pen sembra aprirsi la strada dell’Eliseo.

 

Man mano che si avvicina il cimento elettorale, e che i sondaggi le danno ragione, la Le Pen sembra accentuare le sue scelte politiche.

Ormai parla sempre più chiaramente di disimpegno nella guerra in Ucraina, e dell’intenzione di puntare tutti gli sforzi economici sulla, complicata se non proprio compromessa, situazione interna francese.

Una decisione che si spiega soprattutto con la percezione che l’opinione pubblica, quindi il suo elettorato, è stanca di questa guerra voluta da Macron. Stanca di veder drenare per l’Ucraina risorse che servirebbero a tutelare i francesi.

 

Stanca di veder distruggere progressivamente le ultime vestigia di Stato Sociale, e precipitare il paese in un totale caos. Con le banlieues, ed intere aree urbane delle principali città ormai completamente in mano alla malavita organizzata. O, peggio, a corti islamiste che non riconoscono altre leggi che le loro.

 

La Le Pen sembra avere la capacità, e la possibilità, di divenire la rappresentante di questi malesseri profondi che travagliano i francesi. E questo, facilmente, la porterà all’Eliseo, salvo gabole e tranelli di certi poteri finanziari, francesi e non, che la guardano con sospetto.

È difficile, però, dire,per ora, cosa potrebbe fare la Le Pen una volta insediata all’Eliseo.

In primo luogo quale margine d’azione avrebbe, tenendo conto che, certo, il potere del Presidente è forte, ma non assoluto. E deve sempre misurarsi, scontrarsi o trovare un accordo, con altre forze. Per lo più non “parlamentari”.

 

E questo vale per lei come è sempre valso per i diversi inquilini dell’Eliseo.

Persino De Gaulle, il padre e, in certo qual modo, padrone della V Repubblica, dovette accettare accordi con certi poteri. E misurarsi di continuo con loro.

 

Al di là di questo, però, vi sarebbe un’altra domanda da porre. Forse più impellente della precedente.

 

Una volta all’Eliseo cosa vorrà davvero fare Marine Le Pen?

 

Perché il suo programma è estremamente preciso e dettagliato nell’analisi della situazione di crisi, ma resta abbastanza vago sulle possibili soluzioni.

 

Soprattutto, poi, la Le Pen non definisce con nettezza il ruolo internazionale della “sua” Francia.

 

Certo disimpegno in Ucraina…ma questo cosa dovrebbe implicare?

Una rottura con la NATO e un ritorno ad una politica francese completamente (o quasi) indipendente da Washington e Londra?

 

E le relazioni con Mosca? Ritorno ad una politica diplomatica rivolta verso Est?

E i rapporti con l’Africa? Continuità o discontinuità con la politica imperialista di Parigi nella vasta regione sub-sahariana?

 

Tutte domande alle quali la signora Le Pen per ora non risponde.

Forse non vuole.

Forse non può…

 

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