Un Esercito Comune europeo? Ovvero delle Forze Armate unificate, con un comando comune. Non, semplicemente, dei reparti speciali coordinati fra loro, che già esistono.
Se ne parla molto di questi tempi. Ne parlano i politici, sotto pressione per le imminenti elezioni. E ne parlano, con fare decisamente più saccente, analisti e professori. Quelli che infestano usualmente tutte le, ormai innumeri, trasmissioni di “informazione” (virgolettato d’obbligo ed ironico ) dove si esercitano nel dire banalità e una buona dose di menzogne sulla Guerra in Ucraina, il Mar Rosso ed altro.
L’idea piace, insomma. A sinistra e, soprattutto, ad una certa destra. Anche ad alcuni ancora in buona fede, che vi vedono un passaggio essenziale per dare vita ad una Europa diversa. Ad una “Europa Nazione”, come scandivano, sognando, i manifesti del MSI nei lontani anni ’70.
Io, però, non mi ci ritrovo in tanto entusiasmo. Anzi, penso che la creazione di un esercito comune sarebbe una jattura. Esattamente come lo è stata la moneta comune. Il famigerato Euro.
Non è per fare il bastian contrario. Solo una questione di realismo. E di memoria.
Ricordate gli entusiasmi con cui l’euro fu accolto? E, poi, quello a cui ci ha portato?
Un impoverimento progressivo dei ceti medio bassi in tutta l’Unione. E, in Italia, alla svendita del nostro patrimonio industriale, ad un sistema occupazionale da terzo mondo. Da Bangladesh. A leggi finanziarie capestro. Al dispotismo delle banche che fanno il bello e il cattivo tempo.
Ha anche annichilito il dibattito politico. Un tempo le differenze tra la DC di Andreotti e Moro, il PCI di Berlinguer, il PSI di Craxi, il MSI di Almirante erano differenze di idee, di blocchi sociali di riferimento, di sostanza.
Oggi quali sono le differenze fra Meloni e Schlein? A parte alcuni… accenti, entrambe atlantiste, entrambe sostanzialmente prone agli ordini che arrivano da Bruxelles. Insomma si distinguono probabilmente più per gli abiti degli stilisti che indossano, che per i pensieri che (non) esprimono.
Non si tratta, però, di rimpiangere i “vecchi fusti” della Prima Repubblica. Che avevano dei difetti, certo. Ma, altrettanto certamente una maggior sostanza dei fuscelli che rappresentano oggi la nostra classe politica.
Il problema è un altro. Avendo unificato la moneta senza che vi fosse un governo, un sistema politico ed una legislazione comune a monte, ci siamo consegnati mani e piedi ad una burocrazia priva di controllo. Strapotente e prepotente. Autoreferenziale. E legata ad interessi che nulla hanno a che vedere con popoli e nazioni.
L’opposto di un sistema politico, democratico o no che sia. Perché le federazioni o confederazioni si fanno con la struttura architettonica della piramide.
Prima la base. Unità politica, sistema elettorale comune, legislazione. Anche fiscale. Poi le forze di difesa. Esercito ed altro. Infine, solo in ultimo, unione monetaria.
Per fare l’esempio più noto, gli USA sono stati costruiti così. Prima una Costituzione, una definizione del potere politico del Governo Federale. Un sistema legislativo e un regime fiscale sostanzialmente comune. Poi le Forze Armate. E solo in ultimo l’unione monetaria. Per arrivare alla quale c’è voluto più di un secolo. E una Guerra Civile.
In Europa abbiamo preteso di costruire una piramide rovesciata. Che dovrebbe stare in piedi sulla punta. Cosa impossibile. E così le nostre economie sono state progressivamente devastate da predatori. Interni e, soprattutto, esterni.
Certo, per un po’ la Germania ha fatto la parte del leone. Ma non si resta a lungo potenza economica senza effettivo potere politico decisionale. E ora vediamo Berlino sprofondare nella crisi. Una crisi senza fondo apparente.
Pensate allora ad un comune Esercito Europeo. Con comandi unificati… chi sceglierebbe i comandanti? Chi prenderebbe le decisioni se utilizzarlo e come utilizzarlo?
I militari fanno le guerre. Ma non le decidono. Le decide la politica, ovvero i governi. Ma nella UE non vi è governo. Solo una Commissione di burocrati che, come dicevo, risponde ad interessi alieni da quelli di uno Stato.
Per farla breve… se avessimo un esercito Europeo, ora come ora, a deciderne l’impiego sarebbe la Signora Von der Leyen.
Vi piace la prospettiva?
A me, sinceramente, fa rizzare i capelli in testa.



