Fantasmi jihadisti

26 Marzo 2024

 

 

A volte ritornano… certi fantasmi, intendo. Fantasmi della politica, fantasmi del terrore. Fantasmi della storia.

È il caso, ora, di quello dell’Isis. Vi ricordate al-Baghdadi, il Califfato nero? Quello che, una manciata appena di anni fa, aveva infiammato Medio oriente e Maghreb. Giungendo, tra Siria ed Iraq, a costruire una specie di Stato che sembrava dilagare a macchia d’olio… gettando nel terrore le capitali occidentali.

I Media, giornali e televisioni, non parlavano d’altro…

Poi, improvvisamente, gioco finito. Califfo morto. Le sue nere legioni disperse. Il suo regno svanito come una Morgana del deserto. Restavano, come ricordo, solo i morti. E le distruzioni che aveva causato.

 

Poco o nulla sul perché il Califfato jihadista fosse svanito. E su chi, soprattutto, ne avesse provocato il tracollo. Una generica attribuzione dei meriti all’Occidente Collettivo. Che, ancora una volta, avrebbe salvato il mondo.

 

Nessuna analisi. Neppure uno straccio di documento o anche solo di ragionamento lucido.

E così si è omesso di dire che, almeno in Iraq – centro permotore del movimento jihadista – la vittoria era stata iraniana. Di quell’Iran perennemente sotto sanzioni, in quanto “Stato canaglia” per eccellenza.

E che in Siria, a bloccare le forze del Califfo, erano stati ancora gli iraniani. Con un, consistente, appoggio russo..

Mentre noi occidentali sostenevamo, e continuiamo a sostenere, la rivolta anti Assad. Ipotetici resistenti democratici. Mentre era ed è lampante che il nerbo delle forze ribelli è rappresentato proprio dai jihadisti.

Intendiamoci. Nessuna simpatia per gli ayatollah o per Mosca. Ma i fatti sono fatti. Non opinioni. Ed è così che è andata, piaccia o meno. Dimostrando una cosa che si è sempre fatto finta di non capire. Lo scontro con l’Isis era innanzitutto interno al mondo islamico. Un conflitto fra le diverse anime dell’Islam. Come spesso avvenuto nella sua storia.

L’ingerenza di noi “occidentali” è stata, spesso, deleteria. Accentuando i conflitti intestini, per… sfruttarli ai nostri scopi.

Poi, ne abbiamo pagato gli scotti. Anche pesanti, come il Bataclan… o meglio, lo scotto lo hanno pagato gli innocenti. Come sempre.

 

Storia vecchia. Fantasmi. Che però, oggi, vengono rievocati, dopo la strage di Mosca.

È stata l’Isis. Un unico coro. Esperti (Sic!), intellettuali (Sic!), politici d’ogni risma.

Senza mai porsi la domanda, semplice semplice… perché?

Già perché mai l’Isis, nella sua filiazione del Khorasan, dovrebbe improvvisamente sbucare dalle steppe dell’Asia Centrale, per colpire la Russia?

E colpirla con mercenari prezzolati, con una tecnica militare che nulla ha a che fare con quelle proprie del jihad.

E, soprattutto, colpire la Russia in questo momento. Quando sta vincendo la guerra con l’Ucraina, e l’opinione pubblica europea è stanca del sostegno a Kiev. Mentre negli States vengono bloccati ulteriori pacchetti di aiuti a Zelenski.

 

Perché i jihadisti dovrebbero attaccare proprio Mosca, e non Parigi o Londra? O Roma?

 

Aspetto speranzoso che uno dei grandi esperti sempre in televisione si ponga la domanda… senza pretendere risposte.

Sarebbe chiedere troppo…

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