Farsa groenlandese

17 Gennaio 2026

 

 

Sembra una pochade. Una farsa, addirittura. E di infima categoria.

Alcuni paesi europei inviano truppe in Groenlandia, dopo la, manifesta, volontà di Trump di annettere agli States quella gelida isola.

 

Truppe di quattro o cinque paesi europei, in missione sotto la sigla “Artic Endurance”. In realtà una manciata di uomini. Poche decine.

Tanti da dar ragione all’ironia, neppure velata, del Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto.

E, in effetti, i numeri dei soldati europei impegnati fanno ridere. Un quindicina di francesi. Una manciata di tedeschi e britannici. Qualche olandese, qualche norvegese. Forse due o tre finlandesi…

Più nutrita una battuta di cacciatori di foche.

 

È un segnale politico, si dirà…o meglio già ci viene detto. Il peso di questa Artic Endurance non va valutato sul numero degli uomini impiegati…

 

Sarà…tuttavia l’operazione – se così è lecito chiamarla – degli europei appare completamente manchevole di un punto fermo fondamentale.

Non è un’operazione NATO. Ovvero la NATO non si schiera, non prende una posizione definita. Chiara.

 

Nè potrebbe, per altro, farlo. Perché della NATO sono soci gli Stati Uniti. E soci di, larga, maggioranza.

 

Quindi la NATO, con l’ineffabile Rutte, si chiama fuori. O meglio, fa il pesce in barile. Evita di prendere posizione. Si barcamena.

Dimostrando così, ancorché ve ne fosse bisogno, una verità lapalissiana.

La NATO è una creature degli Stati Uniti. Dipende da loro, in tutto e per tutto. Gli altri membri non sono soci con diritti paritetici. Sono vassalli. E Trump li tratta come tali.

 

Se vorrà, dunque, il Presidente americano si prenderà la Groenlandia. Inglobandola economicamente e militarmente. Pagando un indennizzo micragnoso alla popolazione locale.

 

E gli europei, dopo questa risibile sceneggiata, potranno solo stare zitti. E abbozzare. Servilmente. Perché questo sono: servi, subalterni, dipendenti.

 

Ho detto se vorrà. E, naturalmente, se potrà.

Eventuali ostacoli, però, non gli verranno da Copenhagen, Berlino, Parigi…

Gli ostacoli, quelli veri, possono venirgli solo da Mosca e anche da Pechino.

 

Non risibili schieramenti di manciate di uomini. Russi e cinesi, potenze reali, possono non volere un controllo totale americano sulla Groenlandia. E decidere di frenarlo.

 

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