Un impatto economico di 10,4 milioni di euro che, al netto dell’Iva, scendono a poco meno di 9 milioni, con un moltiplicatore di 15,3 rispetto ai 585mila investiti da comune di Torino, Regione Piemonte e camera di commercio subalpina. Sono i dati delle ricadute economiche delle Final eight di basket disputate a Torino dal 14 al 18 febbraio. E che verranno replicate, per la terza volta consecutiva, nel febbraio 2025.
Un successo, indubbiamente, per Domenico Carretta, assessore allo Sport e ai Grandi eventi. E che si aggiunge, tra l’altro, alle finali del tennis mondiale, alle tappe del Giro d’Italia e del Tour de France e alle manifestazioni culturali a partire dal Salone del libro.
In realtà, però, i dati comunicati ieri sul basket sono ancora più positivi. Perché vanno aggiunti gli effetti sulla “reputazione” della città. Termine orrendo ma che, agli addetti ai lavori, appare piuttosto chiaro. L’immagine di Torino ne è uscita rafforzata grazie ai milioni di contatti social legati all’evento. Ed è interessante notare che i contatti TV rappresentano ormai una quota quasi irrilevante del totale: poco più di 4milioni a fronte dei 24 milioni sui canali della Lega basket e, soprattutto, agli oltre 46milioni di contatti sui canali digitali esterni. Tanto per ribadire che il peso dei media tradizionali è meno che modesto. E non solo nello sport.
Non stupisce neppure che il 75% dei non piemontesi abbia ritenuto che la manifestazione abbia migliorato l’immagine della città a fronte di poco più del 50% dei torinesi. Sempre scettici sulle iniziative.
Ma c’è un altro dato che dovrebbe far riflettere l’assessore, pronto a migliorare ciò che non ha funzionato. Non solo chi è arrivato da fuori Torino ha preferito l’auto per raggiungere la capitale piemontese, ma anche in città si è preferita la vettura privata per arrivare al palazzetto dello sport. Che non è in periferia. Ma è la dimostrazione della totale inadeguatezza del trasporto pubblico locale. E che, nei mesi successivi, non è per nulla migliorato.

