Ma quanto era buono Soros quando speculava contro la lira rovinando l’economia italiana. Quanto era bravo quando organizzava e finanziava le primavere arabe e le rivolte colorate, tutte rigorosamente spintanee. Quando finanziava i tentativi, non sempre riusciti, di colpi di stato in giro per il mondo.
E quanto è cattivo, adesso, Elon Musk che finanzia il Maga di Trump, incontra Farage in Gran Bretagna, parla bene dell’Afd tedesca e si bacia con Meloni (il filmato è una creazione dell’intelligenza artificiale, ma poco importa).
Repubblica non ha perplessità nel dividere il mondo tra buoni e cattivi. I buoni sono loro ed i loro amichetti, finanziatori, protettori. I cattivi sono gli altri, tutti gli altri. Da Trump a Putin, da Xi Jinping a Modi che ha riaperto l’ambasciata indiana in Corea del Nord. E poi, soprattutto, lui: Musk. Che non solo è passato dai democratici ai repubblicani trumpiani, ma è pure più ricco di Soros e può quindi incidere in politica nei più diversi Paesi.
Così, miracolosamente, i finanziamenti stranieri a partiti ed a organizzazioni politiche sono diventati inaccettabili, una vergogna, un tentativo di condizionare gli elettori.
Strano, perché sino a pochi mesi orsono ciò che era ignobile ed inaccettabile erano le leggi di Paesi come Russia e Georgia che volevano impedire alle organizzazioni dei rispettivi stati di farsi finanziare da gruppi e speculatori stranieri. Per evitare ingerenze e condizionamenti. Ma in quei casi i finanziatori erano i buoni, questa volta a pagare è il cattivo. E le interferenze straniere sulla politica sono accettabili o inaccettabili non in assoluto ma a seconda delle posizioni rispetto alla gauche in redazione.

