Finanziamenti stranieri alla politica? Vanno bene se paga Soros, malissimo se paga Musk

25 Dicembre 2024

Ma quanto era buono Soros quando speculava contro la lira rovinando l’economia italiana. Quanto era bravo quando organizzava e finanziava le primavere arabe e le rivolte colorate, tutte rigorosamente spintanee. Quando finanziava i tentativi, non sempre riusciti, di colpi di stato in giro per il mondo.

E quanto è cattivo, adesso, Elon Musk che finanzia il Maga di Trump, incontra Farage in Gran Bretagna, parla bene dell’Afd tedesca e si bacia con Meloni (il filmato è una creazione dell’intelligenza artificiale, ma poco importa).

Repubblica non ha perplessità nel dividere il mondo tra buoni e cattivi. I buoni sono loro ed i loro amichetti, finanziatori, protettori. I cattivi sono gli altri, tutti gli altri. Da Trump a Putin, da Xi Jinping a Modi che ha riaperto l’ambasciata indiana in Corea del Nord. E poi, soprattutto, lui: Musk. Che non solo è passato dai democratici ai repubblicani trumpiani, ma è pure più ricco di Soros e può quindi incidere in politica nei più diversi Paesi.

Così, miracolosamente, i finanziamenti stranieri a partiti ed a organizzazioni politiche sono diventati inaccettabili, una vergogna, un tentativo di condizionare gli elettori.

Strano, perché sino a pochi mesi orsono ciò che era ignobile ed inaccettabile erano le leggi di Paesi come Russia e Georgia che volevano impedire alle organizzazioni dei rispettivi stati di farsi finanziare da gruppi e speculatori stranieri. Per evitare ingerenze e condizionamenti. Ma in quei casi i finanziatori erano i buoni, questa volta a pagare è il cattivo. E le interferenze straniere sulla politica sono accettabili o inaccettabili non in assoluto ma a seconda delle posizioni rispetto alla gauche in redazione.

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