Il Gattopardo? Superato. O, considerando i livelli culturali della politica nazionale, semplicemente mai letto. Dunque perché affaticarsi per cambiare tutto, affinché tutto resti come prima, quando si può semplicemente puntare sull’immobilismo? Che sta bene a tutti.
Sta bene, ovviamente, a Giorgia Meloni, con famigliari e famigli. Ha premiato i più fedeli con poltrone e poltroncine, segue la politica che le hanno ordinato a Washington, Bruxelles e Francoforte, spera che l’armocromata Elly Schlein resti sempre alla guida del PD affinché la finta sinistra non possa mai vincere.
Ma sta bene anche all’armocromata che, dall’oppofinzione, usa la gauche in redazione per impallinare qualsiasi eventuale tentativo della destra fluida di governo di uscire dai binari. Certo, ha dovuto rinunciare a qualche poltrona per la sua banda, ma in cambio si è ritrovata con i neomeloniani impegnati a trasformarsi in esaltatori di Matteotti, in strenui difensori dell’antifascismo, in avanguardie del pensiero unico obbligatorio.
“Finché c’è Elly, resteremo al governo senza problemi”. “Finché c’è Giorgia, il governo di destra farà la politica decisa dalla sinistra”. In fondo le due madame si assomigliano, soprattutto nella reciproca convinzione che la presunta avversaria sia perfetta per non cambiare la situazione. Con, in più, la sicurezza di essere entrambe le “numero 1” nei rispettivi campi più o meno larghi. E con la totale indifferenza, da parte di entrambe, nei confronti di idee, valori, principi, radici: un ciarpame di cui si sono sbarazzate senza rimpianti.
Elly, per accontentare i vecchi compagni con l’occhio lacrimoso, rievoca Berlinguer. Giorgia, per non rinunciare al voto di 4 vecchi camerati (camerati a chi? i Crosetto, sentinelle dell’antifascismo, vigilano..), mantiene nel simbolo la fiammella che non scalda più il suo cuore finiano.
Una farsa. “La favola bella che ieri t’illuse, che oggi m’illude”.. No, oggi non illude più nessuno. E nella scuola di Valditara e del Made in Italy non ci sarà più posto per il Vate..
“Finché c’è Elly”. “Finché c’è Giorgia”. Immobili, affinché nulla cambi
Il Gattopardo? Superato. O, considerando i livelli culturali della politica nazionale, semplicemente mai letto. Dunque perché affaticarsi per cambiare tutto, affinché tutto resti come prima, quando si può semplicemente puntare sull’immobilismo? Che sta bene a tutti.
Sta bene, ovviamente, a Giorgia Meloni, con famigliari e famigli. Ha premiato i più fedeli con poltrone e poltroncine, segue la politica che le hanno ordinato a Washington, Bruxelles e Francoforte, spera che l’armocromata Elly Schlein resti sempre alla guida del PD affinché la finta sinistra non possa mai vincere.
Ma sta bene anche all’armocromata che, dall’oppofinzione, usa la gauche in redazione per impallinare qualsiasi eventuale tentativo della destra fluida di governo di uscire dai binari. Certo, ha dovuto rinunciare a qualche poltrona per la sua banda, ma in cambio si è ritrovata con i neomeloniani impegnati a trasformarsi in esaltatori di Matteotti, in strenui difensori dell’antifascismo, in avanguardie del pensiero unico obbligatorio.
“Finché c’è Elly, resteremo al governo senza problemi”. “Finché c’è Giorgia, il governo di destra farà la politica decisa dalla sinistra”. In fondo le due madame si assomigliano, soprattutto nella reciproca convinzione che la presunta avversaria sia perfetta per non cambiare la situazione. Con, in più, la sicurezza di essere entrambe le “numero 1” nei rispettivi campi più o meno larghi. E con la totale indifferenza, da parte di entrambe, nei confronti di idee, valori, principi, radici: un ciarpame di cui si sono sbarazzate senza rimpianti.
Elly, per accontentare i vecchi compagni con l’occhio lacrimoso, rievoca Berlinguer. Giorgia, per non rinunciare al voto di 4 vecchi camerati (camerati a chi? i Crosetto, sentinelle dell’antifascismo, vigilano..), mantiene nel simbolo la fiammella che non scalda più il suo cuore finiano.
Una farsa. “La favola bella che ieri t’illuse, che oggi m’illude”.. No, oggi non illude più nessuno. E nella scuola di Valditara e del Made in Italy non ci sarà più posto per il Vate..
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