Fine d’Agosto

21 Agosto 2024

 

 

Lentamente riprende la vita. Molto, troppo lentamente, almeno in apparenza, in questa torpida estate. Che sembra essere più lunga di qualsiasi altra stagione. Molto più lunga di quanto ci dica il calendario, ché i calendari sono falsanti. Ci raccontano una storia che non esiste. Segnano un tempo astratto. Nulla a che fare con la realtà.

 

E la realtà è che l’estate è lunga. Molto più lunga proprio perché torpida. Lenta, rarefatta. Proprio perché non misurabile secondo gli usuali, e stantii, criteri.

Una stagione…sospesa. Che solo in apparenza sembra colma di vita. In realtà è un tutt’altro. La sua lentezza, la sua rarefazione, rappresentano un senso, crescente, di morte.

 

Certo, vi è chi, soprattutto giovani ma non solo, si inebria dell’estate. O finge di inebriarsi…che, poi, a ben vedere è la stessa cosa. E corre, si trova occupazioni salottiere (lo so, è termine antiquato, ma oggi mi va di usarlo)…si dà a forme sempre più pazze e frenetiche, di divertimento. Giochi da spiaggia, deltaplano, acquasurfing, ed altre che neppure conosco. O non so nominare.

 

Ma sono, solo, palliativi. Modi per non pensare e, soprattutto, non percepire quanto ci circonda. E, inevitabilmente, ci inonda e ci possiede.

Perché se per un attimo, un attimo solo, ci si ferma e…si osserva in silenzio, allora la tristezza della stagione, o meglio il suo essere in una fase di morte, di declino, ci si rende palese. Ma stentiamo a sopportarlo. E, quindi, subito ci mettiamo ad inseguire qualche diversa illusione. Per non pensare. E, soprattutto, non percepire quanto intorno a noi va morendo.

Perché l’estate, soprattutto nel suo declino d’agosto, è essenzialmente questo. Morte.

L’aria ferma, difficile quasi respirare, i colori troppo vividi, ma che tendono, sottilmente, al decomporsi.

Un’apparenza di vita, certo. Ma che, appunto, è solo apparenza. Illusione.

 

Cerco, annoiato – perché il senso incombente di noia è altro segno di questa stagione declinante – notizie.

Notizie delle guerre in corso. Che sono, poi, molte. Moltissime. La confusa situazione ucraina. Il Medio Oriente che vede dilatarsi, ogni giorno di più, il terreno di scontro.

La tensione tra Cina e Stati Uniti per Taiwan, mai stata così al calor bianco.

E poi la Moldavia. Delle elezioni fantoccio approvate dall’Unione Europea, ma che non permettono il presentarsi dell’unica, vera, opposizione. Il partito filo-russo, messo al bando con una gabola giuridica…

E ancora…il maturare di una guerra in Serbia. Per il controllo del Kosovo. Dietro al quale, alle istanze e pretese della maggioranza albanese, si profila chiaramente l’ombra, incombente, dell’Occidente Collettivo.

 

E potrei continuare. Perché il mondo appare tutt’altro che in pace. Anzi, sempre più sull’orlo di un baratro senza fondo. O del quale, per lo meno, ben difficile è intravedere una fine.

Tuttavia, anche queste notizie giungono attenuate. Come da una sorta di distanza siderale. E non sembrano, davvero, toccarci…per ora

È agosto, in fondo. La fine del mese. E tutto ci sembra lontano. Lontanissimo.

Avvolto in una nebbia pigra…

 

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