Folklore, gastronomia e gauche intello per la montagna senza futuro

3 Maggio 2024

La “Città alpina dell’anno 2024” poteva esimersi dall’organizzare un festival della montagna, opportunamente definito Animalpina? Certo che no. E infatti Cuneo dal 14 al 19 maggio sarà protagonista di una intensa manifestazione ricca di colore, di musica, di interventi dei soliti noti, di dibattiti. Ma, soprattutto, di promozione turistica e di sostegno elettorale in vista delle europee e regionali di inizio giugno.

Non c’è nulla di male, in tutto ciò. Perché un territorio non dovrebbe promuovere le proprie montagne, le possibili arrampicate, la discesa nei torrenti, la riproposizione della musica occitana – un po’ in disarmo negli ultimi anni, e ci sarà un perchè – il ballo, l’enogastronomia, i libri dei soliti autori politicamente corretti che partecipano già a “Scrittori in città”?

Tutto bello, tutto buono. Tutto meravigliosamente inutile. Per la montagna, almeno. Perché le Alte Terre avrebbero innanzitutto bisogno di un confronto politico per delineare il proprio futuro. Che non è soltanto quello del parco giochi per chi fugge dalla città in cerca di refrigerio estivo e di neve in inverno. Che non può essere solo folklore per lo più falso e fine a sé stesso.

Limitarsi ad ammirare le ceneri del passato è indubbiamente meno faticoso rispetto a mantenere vivo il fuoco delle tradizioni che si inverano nel presente. Però non basta. E non basterà neppure per trainare ad una vittoria alle regionali piemontesi quella sinistra che, attraverso la gauche intello persa nella contemplazione del proprio ombelico resistenziale, ha trasformato Cuneo nel proprio fortilizio privo di segnali di vita.

Approfittando, ovviamente, della rassegnazione di una destra locale concentrata solo su un futuro politico a Torino.

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