Francamente è meglio Goffredo Mameli..

14 Febbraio 2025

L’Italia non più del bel canto ma dell’autotune (strumento democratico, secondo l’imperdibiie guru Jovanotti) ha una nuova eroina: Francamente. No, non è un avverbio bensì il nome d’arte – va beh, di arte ce n’è poca – di una sedicente cantante in cerca di visibilità. E che, dal basso della sua carriera e competenza, ha stroncato l’inno di Mameli e pure il tricolore: non sono inclusivi.

D’altronde il povero Mameli, genovese morto a Roma a 21 anni nella difesa della città insorta contro il Papa, non immaginava che sarebbe arrivata una ragazzotta più vecchia di lui a rimproverarlo per aver scritto di “fratelli d’Italia” senza aggiungere sorelle, transgender e variazioni sul tema. E poi è chiaro che si tratta di un inno di parte, guerresco. Tra elmi e di Scipio e coorti pronte alla morte. Certo, c’è di peggio. Basti pensare alla Canzone del Piave, con il fiume che mormora: “Non passa lo straniero”.

Quanto alla bandiera, è evidente che deve essere sostituita da quella arcobaleno.

Un po’ scontata, l’eroina Francamente. Che forse, però, tanto eroica non è. Quando è stata invitata a cantare l’inno italiano alla finale della Coppa Italia femminile di pallavolo (complimenti agli organizzatori per la grande idea..), non ha ovviamente rifiutato. Pecunia non olet, anche se sapere il latino è un po’ fascista. Però ha pensato di cantarlo modificandolo, rendendolo inclusivo. E cosa ha fatto? Niente, ovviamente, poteva essere troppo rischioso. Perché il coraggio non si compra su Amazon.

Così ci dobbiamo tenere Mameli, morto per gli ideali in cui credeva. Francamente una bella differenza.

 

 

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