Francia, se la destra non cambia la società, la società cambierà la destra

9 Luglio 2024

Un meraviglioso laboratorio politico, la Francia. Magari disastroso per i francesi, ma indubbiamente interessante per tutta una serie di intrecci, di tentativi, di rilanci.  Più emozionante di una roulette al Casino. Una Francia che si entusiasma per la destra del Rassemblement National alle europee ed al primo turno delle politiche, ma che premia – in termini di seggi, non di voti – la sinistra di Mélenchon al ballottaggio e riesuma Macron che pareva morto e, invece, riemerge come il vincitore di una scommessa che sembrava azzardata e invece era azzeccata.

 

Sarà il presidente a distribuire le carte del governo, anche se Mélenchon insiste per un cambiamento radicale? Per il momento i mercati finanziari bocciano la svolta a sinistra ed anche questo è un segnale interessante: si può votare contro i mercati. In Francia, certo. In Italia pare di no.

Comunque, approfittando delle Borse, Macron può imporre ai suoi nuovi alleati gauchisti di scaricare Mélenchon ed i suoi per approdare ad un governo di coalizione di buon senso, sempre al servizio di mercati e Stati Uniti. Concedendo sempre di più ai vizi privati, anche se ha già concesso tutto, favorendo i francesi di diverso colore in cambio della prosecuzione delle politiche economiche che penalizzano i francesi al di fuori delle grandi città.

E il Rassemblement National? La dediabolizzazione non ha pagato. Il buon senso e la moderazione non sono bastati. D’altronde Mélenchon ha vinto proprio perché ha scelto di non moderarsi. La melonizzazione si è rivelata un errore fatale. Di servi della NATO erano già piene le liste dei macroniani e della sinistra responsabile. Aver accettato le regole fissate dagli avversari non è bastato per rendersi presentabili ai loro occhi. Più concedi e più chiedono. E ti bocciano comunque.

Il terzo dei francesi che aveva scelto la destra alle europee ed al primo turno non è stato in grado di reggere alla pressione del Fronte compatto anti lepenista. La percentuale di voti è aumentata, ma nonostante gli oltre 10milioni di voti (3 milioni in più rispetto al Fronte popolare e quasi il doppio rispetto ai macroniani), i seggi non sono arrivati a causa del meccanismo elettorale e del fronte costituito appositamente per bloccare la destra. Un fronte che non ha nulla in comune se non il nemico. D’altronde l’immaginario collettivo si crea con interventi quotidiani non in politica ma nella metapolitica. Costruendo una nuova cultura, un nuovo sentimento collettivo. Con la musica, la letteratura, l’arte, anche il giornalismo di qualità. Dove la destra è sempre perdente perché preferisce gli slogan, il disimpegno, la difesa dei parassiti che poi votano per altri.

 

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