Francia, vincere e non governare. È la democrazia dell’inciucio..

2 Luglio 2024

Prendi il 33% dei voti, diventi il primo partito di Francia, fai sprofondare la coalizione del connard che guida malissimo la Francia, ma per il quotidiano degli Elkann, la Repubblica, hai ottenuto una vittoria a metà. E, per una volta, anche la menzogna è solo a metà. Perché il successo di Marine Le Pen, di Jordan Bardella e del loro Rassemblement National è stato pieno, in perfetta sintonia con i sondaggi. Ma la destra francese, quasi certamente, non andrà a governare.

Sono le meraviglie del sistema elettorale transalpino ma, soprattutto, sono le logiche della democrazia parlamentare. Che premia non il preferito bensì la capacità di fare accordi e creare coalizioni per governare.

Da un lato, dunque, il secondo turno vedrà un boom di desistenze tra il Fronte popolare e il cartello macroniano. Tutto perfettamente legittimo, certo. Perché, per loro, ciò che conta davvero è fermare una destra che, in Francia, non ha neppure i problemi del nostalgismo italiano che tanto spaventa lady Garbatella e i suoi famigli.

Ma ciò che imbarazza è il dopo. In nome della guerra a Marine Le Pen e Bardella, Macron e Mélenchon dovranno creare un governo privo totalmente di punti in comune. E stare insieme non sarà una questione di compromesso ma di truffa nei confronti dei rispettivi elettorati.

Il nuovo governo di “emergenza repubblicana” seguirà la politica economica liberista ed antipopolare dei macroniani o sarà ribaltata per essere in linea con le promesse del Fronte popolare? Si privilegerà la ricerca della pace in Ucraina o si proseguirà con la ricerca della guerra nucleare per accontentare il petit con dell’Eliseo?

Non basta ritrovarsi insieme al gay pride per far convivere due visioni del mondo totalmente opposte, almeno a parole. Oppure, semplicemente, si dovrà ammettere che le opposte visioni servono solo per fregare gli elettori. Dopodiché tutti insieme ad abbuffarsi a spese dei contribuenti.

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