Fuga degli insegnanti al Nord. Valditara scopre il caro vita

5 Giugno 2024

“Il problema della copertura delle cattedre è serio. C’è una fuga dalle scuole della Lombardia per il costo della vita, sono impressionanti i dati delle richieste di trasferimento verso il Sud. C’è chi preferisce essere precario al Sud che di ruolo al Nord. Con i sindacati dovremo trovare una soluzione, altrimenti rischiamo fra alcuni anni di dover chiudere le scuole al Nord”. Non fossero affermazioni del ministro Valditara, si potrebbe pensare a qualche ennesima scoperta dell’acqua calda da parte di un giovane economista o sociologo in cerca di visibilità.

Invece, dopo queste belle frasi del ministro, sorge spontanea la solita domanda: “Ci è o ci fa?”.

Adesso magari arriveranno Del Debbio e Cruciani, magari anche Capezzone e Porro, a stigmatizzare il comportamento degli insegnanti privi di coscienza nazionale. Ma non uno che provi ad affrontare un problema che non riguarda solo gli insegnanti ma chiunque abbia uno stipendio fisso inferiore a 2mila euro al mese. Con quella cifra a Milano non si vive, tutt’al più si sopravvive. Rinunciando a tutto, a partire dall’idea di crearsi una famiglia.

Negli scorsi mesi era stato pubblicato un annuncio immobiliare: grande affare a City Life (Milano), un alloggio a soli 100mila euro. In effetti un prezzo stracciato per la zona. Ma si chiariva subito. L’alloggio era di ben 12 metri quadrati. Compresa cucina, bagno, area letto.

Ovviamente nessuno è obbligato a vivere in una zona infestata dai Ferragnez e dai loro amici. Ma l’idea della vita di un insegnante, secondo Valditara, e di un qualsiasi lavoratore medio, secondo Urso e Giorgetti, dovrebbe contemplare la sveglia all’alba, o anche prima, la corsa per raggiungere il carro bestiame riservato ai pendolari che – con ritardi a piacere – porta alla città sede del luogo di lavoro. Con un percorso altrettanto comodo la sera.

In cambio di una retribuzione che consente di pagare l’affitto o il mutuo, con una alimentazione a base di prodotti cinesi che costano meno e pazienza se non sono sicuri. Sperando di non rovinare i vestiti, nella folla e nella follia del treno, perché un abito nuovo non è contemplato dal budget. E in ferie? Se nel paese di origine è rimasto qualche parente, si torna lì. Se no 4 giorni sull’Adriatico ed essere felici.

Valditara, forse, dovrebbe spiegare perché un insegnante del Sud dovrebbe fermarsi al Nord. E Urso e Giorgetti dovrebbero spiegare perché un giovane laureato milanese dovrebbe fermarsi a lavorare a Milano invece di andarsene all’estero.

 

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