Ma i turisti, li vogliamo davvero? D’accordo, il Nord Ovest non è particolarmente rinomato per la cortesia e la simpatia degli operatori turistici. I vacanzieri più apprezzati – gli unici apprezzati – sono quelli che mandano il bonifico all’albergatore o all’affittacamere e poi evitano di presentarsi e di reclamare il denaro inviato. O che pagano in anticipo una lussuosa cena al ristorante, meglio se in nero, e poi restano a mangiare a casa propria.

Un gustoso articolo di Enrico Ratto su Rivista Studio si occupa della gentrificazione di Genova, presa d’assalto dagli immancabili maledetti milanesi (ma quanti milioni sono?) e dagli altrettanto immancabili maledetti inglesi. Attratti, spiega Ratto, anche dal relativamente basso costo degli appartamenti in città.
Ma a questi fastidiosi potenziali investitori immobiliari – che rischiano di provocare un aumento dei prezzi – si aggiungono i turisti veri e propri. Quelli da soggiorni brevi, magari nei b&b o airbnb. Che piombano in città per colpa di un sindaco che non solo l’ha abbellita e ripulita, ma che ha osato pure promuoverla puntando su elementi vincenti. Maledetto marketing e maledetto anche il sindaco.
Arrivano – scrive Ratto – gli appassionati di De André, i fanatici del pesto, i fanatici del Guinnes dei primati che pare aver scatenato i genovesi con tentativi di record sempre più assurdi. E poi i croceristi che sbarcano alla ricerca della focaccia. Che ormai si trova quasi ovunque, ma vuoi mettere masticarla tra i carrugi facendo finta che sia un po’ meglio di quella che trovi in ogni angolo di Torino?

Al di là del tono ovviamente scherzoso di Ratto – sicuramente scherza quando racconta dei liguri “accoglienti per natura”, perché una cosa è l’inclusione e un’altra è l’accoglienza del turista – il problema di fondo è invece reale: quest’Italia, questa parte d’Italia, lo vuole davvero il turismo? Perché se la risposta è affermativa, allora il sindaco ed il presidente della Regione Liguria dovrebbero investire sui dentisti, in modo che chi è a contatto con i turisti sia obbligato a sorridere. Se, invece, la risposta è No, si può sempre organizzare una prova del Guinnes dei primati per il record di mugugno.