La scelta del titolo è già significativa: Germinale Monferrato Art Fest. E va bene che germinale deriva da una parola latina, però i pochi che, in Italia, studiano ancora la storia collegano Germinale al calendario della rivoluzione francese. Il settimo mese, che non era luglio bensì il primo della primavera, tra il 20/21 marzo ed il 19/20 aprile. Nei 12 comuni del Basso Monferrato coinvolti nel progetto, invece, Germinale è il periodo di inizio settembre in cui il territorio sarà protagonista di un progetto legato all’arte contemporanea.
Molto più di una mostra “diffusa” che ha il cuore a Rinco di Montiglio dove ha sede l’associazione Quasi Fondazione Carlo Gloria (sì, si chiama davvero così) che è stata la promotrice dell’iniziativa. E questo giustifica anche la scelta di un nome della Rivoluzione. Perché davvero il progetto vuole rappresentare un momento di forte rivoluzione rispetto all’irrisolto problema dello spopolamento di un territorio che ha enormi potenzialità non sfruttate.
Dunque non solo un appuntamento in grado di attirare turisti grazie all’arte contemporanea in ogni sua forma, ma un obiettivo molto più ambizioso: far tornare i giovani ad abitare un territorio affascinante, che è stato inserito dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità insieme a Langhe e Roero ma che vuole rilanciare la propria identità, la propria peculiarità.
Quest’anno, dal 6 al 29 settembre saranno 19 gli artisti presenti – Paolo Albertelli e Mariagrazia Abbaldo, Elizabeth Aro, Enrico Ascoli, Domenico Borrelli, Gisella Chaudry, Roger Coll, Luca Coser, Carlo D’Oria, Francesca Dondoglio, Chiara Ferrando, Carlo Gloria, Paolo Grassino, Jiri Hauschka, Fabio Oggero, Paolo Pellegrin, Fabio Pietrantonio, Luisa Raffaelli, Enrica Salvadori e Luisa Valentini – oltre a tre giovani individuati dalla giuria. E non si limiteranno ad una comparsata veloce, ma si confronteranno con il pubblico e, alcuni, saranno presenti nelle apposite Residenze proprio per mostrare concretamente la nascita delle proprie opere. Perché in Monferrato deve rimanere traccia reale del passaggio dell’arte.
Chiese sconsacrate, castelli e altri spazi simbolici della forte eredità e tradizione locale costituiscono lo scenario perfetto in cui ambientare opere d’arte – pittura, fotografia, scultura o grandi installazioni di dimensione ambientale – in modo da offrire nuove e attuali interpretazioni di questi luoghi, finalizzate alla conoscenza, tutela e valorizzazione integrata del territorio.
Ma la rivoluzione di Germinale ha già avuto l’effetto di far collaborare 12 comuni di due diverse province, Asti e Alessandria, che hanno superato le stucchevoli gelosie ed il campanilismo che ha penalizzato l’insieme del Monferrato. Grazie all’arte, grazie agli amministratori locali, grazie ai volontari che hanno dimostrato di amare la propria terra.
A seguire l’elenco dei comuni coinvolti e delle sedi espositive
1. MONTIGLIO/RINCO (AT) – Quasi Fondazione Carlo Gloria
2. MONTIGLIO (AT) – Chiesa di San Lorenzo
3. VILLADEATI (AL) – Chiesa di San Remigio
4. MURISENGO (AL) – Chiesa di San Michele
5. TONCO (AT) – Chiesa di Villa Toso
6. FRINCO (AT) – Casa dell’Architetto
7. ALFIANO NATTA (AL) – Castello di Razzano
8. ALFIANO NATTA/CARDONA (AL) – Chiesa S.Agata
9. COCCONATO (AT) – QOQQO Atelier, Via Roma 33
10. MONCALVO (AT) – Cantina Sette Colli – Cooperativa tra Viticoltori
11. CALLIANO MONFERRATO (AT) – ex Chiesa SS. Annunziata
12. PIOVA’ MASSAIA (AT) – Ex-cinema, sede Associazione Fra’ Guglielmo Massaia
13. PORTACOMARO (AT) – Casa dell’Artista
14. GRANA MONFERRATO(AT) – Prediomagno


