Giorgia e i famigli nel Paese delle Meraviglie

11 Dicembre 2025

Il favoloso mondo di Amélie? No, il magico mondo di sora Giorgia e dei suoi famigli. A ottobre la produzione industriale italiana è nuovamente calata. E questa volta non del solito zero virgola, ma di un intero punto percentuale rispetto al mese precedente. È la trentaduesima flessione in 36 mesi. E sono dati Istat, non di un’oppofinzione che non è neppure in grado di comprendere la situazione.

Invece i famigli di Giorgia non si sa se proprio vivono fuori dalla realtà o se mentono gioiosamente dopo corsi teatrali per sopperire alla mancanza di cultura economica e politica. Perché va bene che la Alice di turno scambi l’Italia per il Paese delle Meraviglie, e si entusiasmi per il riconoscimento UNESCO alla cucina italiana, ma che si esalti per le esportazioni italiane mentre la produzione continua a calare forse è eccessivo.

Forse le meravigliate miracolate potrebbero chiedersi come si può produrre di meno ed esportare di più. Magari perché le famiglie italiane, quelle di cui dovrebbero occuparsi perché sono quelle che pagano lo stipendio alle miracolate, sono state costrette a ridurre i consumi?

E che dire degli altri famigli che si inventano il ruolo strategico del governo di Giorgia nella politica internazionale? Nelle trattative per risolvere i conflitti? Per trattare occorrerebbe avere un ruolo riconosciuto da entrambi i contendenti, non essere schierati con i signori dai water d’oro. Ma quali sono le trattative che sta conducendo sora Giorgia? E l’inutile Tajani?

È sfuggito, ai più, il ruolo italiano nella trattativa per Gaza. Sono sfuggiti i colloqui con Putin o almeno Lavrov. Se ne sono accorti solo i famigli. E il bianconiglio, forse.

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