Al Salone del libro di Torino lo stand della Sardegna, recentemente passata sotto la guida del campo largo 5 Stelle/Pd, dedica ampio spazio al ricordo di Michela Murgia. Mentre in passato, con un governo regionale di destra fluida, si preferiva dedicare spazio ai parchi naturali. La Regione Piemonte, teoricamente a guida centrodestra, sceglie di evitare accuse di violazione della par condicio in campagna elettorale, e rinuncia a temi politicamente scorretti. Però ospita nei propri spazi i sostenitori delle tematiche lgtbq+++.
Le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, insieme al Trentino, sono amministrate dal centrodestra, non sono in campagna elettorale ma evitano accuratamente iniziative culturali che possano piacere ai propri sostenitori.
Forse, al di là della spartizione delle poltrone, il centrodestra di governo (nazionale o locale) potrebbe avere l’occasione di un clamoroso atto di onestà e coerenza: rinunciare alla creazione di assessorati alla cultura e di un ministero che si occupi del settore. Così eviterebbe l’imbarazzo di proporre per la poltrona autentici casi umani che dimostrano non solo la propria inadeguatezza, ma anche e soprattutto la incapacità di chi li ha collocati in quelle posizioni di potere.
In realtà – e qualche nuova inchiesta lo sta dimostrando – nella destra fluida si preferisce utilizzare denaro pubblico per “ammorbidire” giornalisti della parte avversa piuttosto di investire in iniziative intelligenti della propria area. Commettendo un triplo errore. Perché la gauche in redazione incassa e resta avversaria, la magistratura indaga ed i consensi elettorali si riducono a meno di un terzo.
Ovviamente i responsabili di queste geniali strategie ignorano anche le potenzialità mediatiche del Salone del libro. Così nella lounge – dove giornalisti, espositori, autori e operatori vari trovano un minimo di riparo dalla ressa – fanno passerella i vari politici del centrosinistra. Tra una chiacchierata informale, una intervista, un caffè condiviso e due focacce c’è sempre la possibilità di rinsaldare rapporti o crearne di nuovi.
Troppo scomodo per un centrodestra che prepara qualche regalo per i soliti noti..
Gli assessori alla cultura? La destra fluida ne fa a meno..
Al Salone del libro di Torino lo stand della Sardegna, recentemente passata sotto la guida del campo largo 5 Stelle/Pd, dedica ampio spazio al ricordo di Michela Murgia. Mentre in passato, con un governo regionale di destra fluida, si preferiva dedicare spazio ai parchi naturali. La Regione Piemonte, teoricamente a guida centrodestra, sceglie di evitare accuse di violazione della par condicio in campagna elettorale, e rinuncia a temi politicamente scorretti. Però ospita nei propri spazi i sostenitori delle tematiche lgtbq+++.
Le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, insieme al Trentino, sono amministrate dal centrodestra, non sono in campagna elettorale ma evitano accuratamente iniziative culturali che possano piacere ai propri sostenitori.
Forse, al di là della spartizione delle poltrone, il centrodestra di governo (nazionale o locale) potrebbe avere l’occasione di un clamoroso atto di onestà e coerenza: rinunciare alla creazione di assessorati alla cultura e di un ministero che si occupi del settore. Così eviterebbe l’imbarazzo di proporre per la poltrona autentici casi umani che dimostrano non solo la propria inadeguatezza, ma anche e soprattutto la incapacità di chi li ha collocati in quelle posizioni di potere.
In realtà – e qualche nuova inchiesta lo sta dimostrando – nella destra fluida si preferisce utilizzare denaro pubblico per “ammorbidire” giornalisti della parte avversa piuttosto di investire in iniziative intelligenti della propria area. Commettendo un triplo errore. Perché la gauche in redazione incassa e resta avversaria, la magistratura indaga ed i consensi elettorali si riducono a meno di un terzo.
Ovviamente i responsabili di queste geniali strategie ignorano anche le potenzialità mediatiche del Salone del libro. Così nella lounge – dove giornalisti, espositori, autori e operatori vari trovano un minimo di riparo dalla ressa – fanno passerella i vari politici del centrosinistra. Tra una chiacchierata informale, una intervista, un caffè condiviso e due focacce c’è sempre la possibilità di rinsaldare rapporti o crearne di nuovi.
Troppo scomodo per un centrodestra che prepara qualche regalo per i soliti noti..
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