La magistratura vuole interferire nella politica. E vai di indignazione contro questa mania di persecuzione del centrodestra. Contrordine compagni! Questa volta è Beppe Sala, sindaco gauchista di Milano, a lamentarsi per le inchieste dei magistrati, concentrati in particolar modo sulla gestione immobiliare. Dunque, secondo la logica del politicamente corretto, la magistratura sbaglia, perché la sinistra non si può processare.
Al di là degli aspetti tecnici e giudiziari, sui quali non è il caso di intervenire, è comunque evidente che il settore edilizio rappresenta un costante problema per l’Italia. Infiltrazioni mafiose, palazzi che crollano perché costruiti male, obbrobri edificati in luoghi stupendi, abusivismo, interi condomini sorti in zone a rischio valanghe o alluvioni. C’è solo l’imbarazzo della scelta, da Nord a Sud, Isole comprese.
Ma Sala non si può e non si deve toccare. Milano è stata svenduta, anche prima di lui, a ricchi investitori internazionali. E si prosegue. Si realizzano grandi palazzi nei cortili di altre case. L’importante è costruire case costose, per ricchi. Buttando fuori da Milano futuri pendolari che avranno il diritto di accedere in città solo per lavorare al servizio dei privilegiati urbani.
È la sinistra chic, infastidita dai milanesi comuni. Ma, essendo sinistra, è favorevole all’inclusione, purché si fermi nelle periferie. A Sala ed ai suoi adepti piace una Milano a cerchi: al centro loro, i ricchi, possibilmente internazionali; attorno, in periferia, i maranza per dimostrare quanto si è politicamente corretti ed accoglienti; fuori, nei comuni dell’hinterland, i milanesi che potranno entrare in città, superando l’area a rischio delinquenza, soltanto con i mezzi pubblici.
E poi, naturalmente, la città in 15 minuti. In modo che non ci siano giustificazioni per spingere chi vive negli strati esterni, a spostarsi per eventuali divertimenti, per curarsi, per ottenere documenti. È la città di Sala. E non è neppure importante sapere se è tutto legale.

