I temporali di ferragosto riportano i pensieri alla ripresa del lavoro e, immancabilmente, alle periodiche lamentele degli imprenditori sulla difficoltà, o impossibilità, di reperire manodopera qualificata, soprattutto nei settori tecnologicamente avanzati. Curioso che, le lamentele, ogni anno nella tarda primavera riguardino camerieri e bagnini, cuochi e lavapiatti. Poi, sul finire dell’estate, l’emergenza cambia.
Ovviamente gli imprenditori assicurano, in entrambi i casi, che il problema non è rappresentato dai bassi stipendi a fronte di un costo della vita aumentato molto di più. La colpa è dei giovani italiani, bamboccioni che non vogliono fare una indispensabile gavetta necessariamente sottopagata. Giovani traditori che, dopo aver approfittato dei soldi pubblici per ottenere una laurea il cui costo sarebbe molto superiore alle rette pagate, se ne vanno all’estero attratti da retribuzioni più alte e ambienti di lavoro decisamente migliori.
Non si accorgono, i lamentosi imprenditori, che è una contraddizione sostenere che i cervelli non se ne vanno per questioni economiche e poi indignarsi per la ricerca di retribuzioni adeguate.
D’altronde la controprova arriva dai giovani stranieri più qualificati. Dall’Europa ne arriva uno ogni 9 italiani che affrontano il percorso inverso. Strano, no? Ed è ancora più strano che i migranti in arrivo da Africa, Asia, America latina se sono qualificati evitano di fermarsi in Italia mentre quelli privi di qualifiche e competenze si fermano.
Di tutto questo gli imprenditori lamentosi preferiscono non parlare..
Gli imprenditori si lamentano perché non trovano giovani italiani qualificati. Ma non arrivano neppure gli stranieri
I temporali di ferragosto riportano i pensieri alla ripresa del lavoro e, immancabilmente, alle periodiche lamentele degli imprenditori sulla difficoltà, o impossibilità, di reperire manodopera qualificata, soprattutto nei settori tecnologicamente avanzati. Curioso che, le lamentele, ogni anno nella tarda primavera riguardino camerieri e bagnini, cuochi e lavapiatti. Poi, sul finire dell’estate, l’emergenza cambia.
Ovviamente gli imprenditori assicurano, in entrambi i casi, che il problema non è rappresentato dai bassi stipendi a fronte di un costo della vita aumentato molto di più. La colpa è dei giovani italiani, bamboccioni che non vogliono fare una indispensabile gavetta necessariamente sottopagata. Giovani traditori che, dopo aver approfittato dei soldi pubblici per ottenere una laurea il cui costo sarebbe molto superiore alle rette pagate, se ne vanno all’estero attratti da retribuzioni più alte e ambienti di lavoro decisamente migliori.
Non si accorgono, i lamentosi imprenditori, che è una contraddizione sostenere che i cervelli non se ne vanno per questioni economiche e poi indignarsi per la ricerca di retribuzioni adeguate.
D’altronde la controprova arriva dai giovani stranieri più qualificati. Dall’Europa ne arriva uno ogni 9 italiani che affrontano il percorso inverso. Strano, no? Ed è ancora più strano che i migranti in arrivo da Africa, Asia, America latina se sono qualificati evitano di fermarsi in Italia mentre quelli privi di qualifiche e competenze si fermano.
Di tutto questo gli imprenditori lamentosi preferiscono non parlare..
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