Stachanov? Un dilettante. Gli stakanovisti? Dei fannulloni in confronto ai Pautasso ed ai Brambilla che, un tempo, affollavano le spiagge della Riviera all’approssimarsi dei primi caldi e spedivano in vacanza mogli e figli per uno o due mesi. “C’è meno voglia di vacanza”, assicura Aldo Werdin, presidente di Federalberghi Liguria, in un’intervista a Genova 24. Uno che, come economista e sociologo, fa impallidire Pareto e Mosca. In linea con quel genio del pensiero politico economico che è Lollobrigida, il ministro convinto che i poveri mangino meglio.
Tutti gli italiani ignoranti pensavano che la riduzione dei giorni di vacanza fosse la conseguenza di retribuzioni basse e prezzi alti. E invece no, c’è meno voglia di vacanza. Perché mai andare al mare o in montagna quando si può restare in città a respirare caldo ed aria inquinata? Perché mai spedire i ragazzi nelle località turistiche quando possono continuare a frequentare i cortili della propria scuola?
D’altronde il sociologo Werdin ha le prove di questo calo del desiderio di vacanza: “Lo vediamo anche dalle consumazioni nei ristoranti che sono in diminuzione”. Non perché un piatto di pasta a 15 euro ed un pesce di dubbia provenienza a 25 euro (quando va bene) non se lo possono permettere tutti, soprattutto se si tratta di una famiglia. No, è che non c’è voglia di andare a divertirsi.
D’altronde pare che anche in città non ci sia voglia di acquistare abbigliamento nuovo e alla moda, da sfoggiare in camera da letto o in cucina, dal momento che manca la voglia di uscire. E si acquistano meno auto perché c’è meno voglia di guidare, tanto non si deve andare da nessuna parte.
A Werdin, però, poco importa. In Liguria arrivano i francesi, gli svizzeri, i bulgari, gli ungheresi. Gli italiani no. E per luglio e agosto le prenotazioni sono lontane dal tutto esaurito raccontato dai TG di servizio. Abbassare i prezzi? Peggio che bestemmiare in chiesa, perché tanto – spiega Werdin – gli stranieri prenotano in anticipo. Già, ma gli italiani? Chissenefrega degli italiani. Tutt’al più si spera nell’aumento dei prezzi dei biglietti aerei: “Magari chi voleva andare in Sardegna o Sicilia opterà per stare un po’ più vicino”. È la programmazione italiana, bellezza, e tu non ci puoi fare niente.
“Gli italiani non hanno voglia di andare in vacanza”. Le curiose teorie dei nuovi sociologi
Stachanov? Un dilettante. Gli stakanovisti? Dei fannulloni in confronto ai Pautasso ed ai Brambilla che, un tempo, affollavano le spiagge della Riviera all’approssimarsi dei primi caldi e spedivano in vacanza mogli e figli per uno o due mesi. “C’è meno voglia di vacanza”, assicura Aldo Werdin, presidente di Federalberghi Liguria, in un’intervista a Genova 24. Uno che, come economista e sociologo, fa impallidire Pareto e Mosca. In linea con quel genio del pensiero politico economico che è Lollobrigida, il ministro convinto che i poveri mangino meglio.
Tutti gli italiani ignoranti pensavano che la riduzione dei giorni di vacanza fosse la conseguenza di retribuzioni basse e prezzi alti. E invece no, c’è meno voglia di vacanza. Perché mai andare al mare o in montagna quando si può restare in città a respirare caldo ed aria inquinata? Perché mai spedire i ragazzi nelle località turistiche quando possono continuare a frequentare i cortili della propria scuola?
D’altronde il sociologo Werdin ha le prove di questo calo del desiderio di vacanza: “Lo vediamo anche dalle consumazioni nei ristoranti che sono in diminuzione”. Non perché un piatto di pasta a 15 euro ed un pesce di dubbia provenienza a 25 euro (quando va bene) non se lo possono permettere tutti, soprattutto se si tratta di una famiglia. No, è che non c’è voglia di andare a divertirsi.
D’altronde pare che anche in città non ci sia voglia di acquistare abbigliamento nuovo e alla moda, da sfoggiare in camera da letto o in cucina, dal momento che manca la voglia di uscire. E si acquistano meno auto perché c’è meno voglia di guidare, tanto non si deve andare da nessuna parte.
A Werdin, però, poco importa. In Liguria arrivano i francesi, gli svizzeri, i bulgari, gli ungheresi. Gli italiani no. E per luglio e agosto le prenotazioni sono lontane dal tutto esaurito raccontato dai TG di servizio. Abbassare i prezzi? Peggio che bestemmiare in chiesa, perché tanto – spiega Werdin – gli stranieri prenotano in anticipo. Già, ma gli italiani? Chissenefrega degli italiani. Tutt’al più si spera nell’aumento dei prezzi dei biglietti aerei: “Magari chi voleva andare in Sardegna o Sicilia opterà per stare un po’ più vicino”. È la programmazione italiana, bellezza, e tu non ci puoi fare niente.
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