Voge, Qj Motor, Benelli? Quale sarà quest’anno il marchio di moto preferito dagli italiani? In ogni caso sarà una due ruote cinese (anche Benelli è già diventata asiatica da tempo). Perché l’offensiva di Pechino è basata su prezzi ultra competitivi e su servizi che migliorano progressivamente. Basti pensare alle borse, in dotazione gratuita per alcuni marchi cinesi e vendute a prezzi esorbitanti da qualche marchio europeo.
D’altronde gli stipendi medi italiani, al fondo delle classifiche dei principali Paesi del Vecchio Continente, non spingono all’acquisto di moto con prezzi che superano i 10mila euro, per arrivare a superare i 20mila e ad avvicinarsi ai 30mila. Quando le due ruote cinesi hanno prezzi base che partono da meno di 6/7mila euro a seconda del modello.
Ed anche la qualità è sensibilmente migliorata negli ultimi anni. Le case europee hanno affidato ai costruttori asiatici la produzione di motori e scocche per le moto a marchio europeo ed ora l’esperienza maturata permette a Pechino di immettere sul mercato motori identici anche come qualità.
Certo, si può rispondere mettendo dei dazi che penalizzino le importazioni di moto cinesi. Provocando la reazione di Pechino con dazi sui prodotti europei venduti in Cina. Inoltre gli italiani che si comprano una Benelli a meno di 6mila euro molto difficilmente accetteranno di spendere il triplo per una moto europeo. E non saranno particolarmente felici di dover rinunciare ad un sogno per difendere gli interessi degli azionisti di Bmw, di Ducati, di Piaggio.

