Gli spacciatori di droga? In carcere nel deserto, anche se si dichiarano “dispiaciuti”. In Algeria, ovviamente

9 Settembre 2026

In attesa che anche la magistratura algerina impari le regole dei Paesi avanzati – dove agli spacciatori e stupratori appena arrestati è sufficiente definirsi “dispiaciuti” per tornare immediatamente in libertà – il presidente del Paese nordafricano ha annunciato che una caserma militare nel deserto di Tanezrouft sarà trasformata in un carcere di massima sicurezza dedicato appositamente ai narcotrafficanti.

E sarà anche creata una apposita agenzia di sicurezza per combattere spaccio e spacciatori che stanno devastando il Paese. Dunque nessuna voglia di seguire l’esempio di altri Paesi convinti che lo spaccio di morte si combatta con la comprensione, l’inclusione, il dialogo e gli investimenti per convincere gli spacciatori a dedicarsi a lavori onesti che permettano di guadagnare in un mese ciò che ora incassano in mezza giornata.

L’Algeria, evidentemente arretrata sotto questo aspetto, punta invece alla repressione anche come deterrenza. E il nuovo carcere sorgerà in un’area dove fa freddo d’inverno e molto caldo d’estate. Non pare, al momento, che il presidente algerino sia particolarmente interessato a fornire ai detenuti climatizzatori di ultima generazione e neppure iniziative di svago e socializzazione.

Condividi

Trending posts

Leggi anche