Gli Usa affascinati dal socialismo. L’Europa no

25 Giugno 2026

Tornano i socialisti e non ho niente da mettermi. In attesa che Andy Burnham sostituisca Starmer alla guida della Gran Bretagna e, soprattutto, decida quale idea avere (per ora le cambia come le mutande), il povero Federico Rampini deve confrontarsi con una realtà che si sposta in direzione ostinatamente contraria rispetto alla sua.

Il democratico giornalista del Corriere, ora cittadino Usa, si sposta progressivamente verso posizioni moderate, quasi repubblicane, e i dem yankee vedono rafforzarsi l’ala sinistra. Quella che, ormai, non ha più paura di definirsi socialista. Una bestemmia sino a pochi anni orsono.

Non solo. Diventa sempre più anti israeliana, compresa parte della comunità ebraica. E per completare il quadro, pur ignorando Carducci rilancia l’invocazione del poeta toscano adattandola alla situazione locale: l’America agli americani.

Se lo scoprono i compagni professori di Cesena strappano la tessera dell’Anpi e diventano vannacciani.

E meno male che è una crescita solo statunitense. Perché la Spagna socialista cresce a ritmo vertiginoso rispetto all’Italia, ma crescono vertiginosamente anche le inchieste sulla corruzione. Ed è troppo comodo giustificare le inchieste con il solito complotto yankee contro chiunque osi rifiutare gli ordini di Washington.

Quanto alla Gran Bretagna, i mercati hanno paura della vena socialista di Burnham, ma le altre vene del futuro premier sono di altra natura. Non si sa quale utilizzerà per sconfiggere Farage.

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