La Francia ringrazia l’Islam. Perché la folla immensa che ha accolto, ed ascoltato, papa Leone, è una folla che, in un Paese estremamente laico, è stata risvegliata al sacro come risposta all’offensiva islamica.
Non c’era, d’altronde, nulla di sacro nei programmi politici a destra come a sinistra. L’alternativa in Francia era tra un supermercato gauchista e un supermercato lepenista. Niente di più, niente di più alto. E tra uno scaffale e l’altro ha potuto crescere, pressoché indisturbato, l’islam nelle sue diverse forme. Perché, almeno, offriva una prospettiva che andava al di là degli sconti sui prodotti delle diverse multinazionali.
Il problema, per l’Islam, non era rappresentato da una disastrata e disastrosa chiesa cattolica progressista che svuotava seminari e cattedrali. Bensì dalla delinquenza degli immigrati di seconda e terza generazione. La racaille che i governi buonisti e le amministrazioni locali vigliacche ed ottuse lasciavano libera di delinquere. Spaccio, violenze, omicidi. Tutto pressoché impunito in nome dell’inclusione e della lotta al razzismo. Non alla delinquenza ma alla rabbia per i soprusi.
E la Francia profonda ha finalmente reagito. Riscoprendo le proprie radici religiose. Non quelle imposte da un clero vile e progressista ma quelle della tradizione cattolica. Non il menu à la carte della religione fai da te, ma il pensiero profondo del passato. Sono tornate le vocazioni, ma quelle di giovani che guardano alla tradizione. Senza passare tra le fila dei cattolici scomunicati perché colpevoli di preferire il canto gregoriano al fastidio del rap in chiesa, ma comunque legati ad una visione molto lontana da quella di monsu Bergoglio.
Ovviamente i media progressisti si sono stupiti di fronte alle folle accorse per papa Leone. D’altronde a forza di negare la realtà scomoda si finisce per vivere nell’irrealtà. Meglio tornare allo squallore italiano di chiese vuote, seminari deserti, parrocchie soppresse ed accorpate per mancanza di preti. La Francia dà segni di reazione e di risveglio del senso del sacro. L’Italia preferisce restare ad osservare i maranza.
Grazie all’Islam la Francia riscopre la tradizione cattolica
La Francia ringrazia l’Islam. Perché la folla immensa che ha accolto, ed ascoltato, papa Leone, è una folla che, in un Paese estremamente laico, è stata risvegliata al sacro come risposta all’offensiva islamica.
Non c’era, d’altronde, nulla di sacro nei programmi politici a destra come a sinistra. L’alternativa in Francia era tra un supermercato gauchista e un supermercato lepenista. Niente di più, niente di più alto. E tra uno scaffale e l’altro ha potuto crescere, pressoché indisturbato, l’islam nelle sue diverse forme. Perché, almeno, offriva una prospettiva che andava al di là degli sconti sui prodotti delle diverse multinazionali.
Il problema, per l’Islam, non era rappresentato da una disastrata e disastrosa chiesa cattolica progressista che svuotava seminari e cattedrali. Bensì dalla delinquenza degli immigrati di seconda e terza generazione. La racaille che i governi buonisti e le amministrazioni locali vigliacche ed ottuse lasciavano libera di delinquere. Spaccio, violenze, omicidi. Tutto pressoché impunito in nome dell’inclusione e della lotta al razzismo. Non alla delinquenza ma alla rabbia per i soprusi.
E la Francia profonda ha finalmente reagito. Riscoprendo le proprie radici religiose. Non quelle imposte da un clero vile e progressista ma quelle della tradizione cattolica. Non il menu à la carte della religione fai da te, ma il pensiero profondo del passato. Sono tornate le vocazioni, ma quelle di giovani che guardano alla tradizione. Senza passare tra le fila dei cattolici scomunicati perché colpevoli di preferire il canto gregoriano al fastidio del rap in chiesa, ma comunque legati ad una visione molto lontana da quella di monsu Bergoglio.
Ovviamente i media progressisti si sono stupiti di fronte alle folle accorse per papa Leone. D’altronde a forza di negare la realtà scomoda si finisce per vivere nell’irrealtà. Meglio tornare allo squallore italiano di chiese vuote, seminari deserti, parrocchie soppresse ed accorpate per mancanza di preti. La Francia dà segni di reazione e di risveglio del senso del sacro. L’Italia preferisce restare ad osservare i maranza.
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