Guccini e De André? L’alternativa a destra penalizzata dall’invidia interna

14 Agosto 2026

In attesa, come scrive ironicamente Ferma su questo giornale, che Vannacci si dichiari fervente ammiratore di De Gregori e del suo brano “Generale”, il nulla cosmico dell’italica informazione agostana oscilla tra le polemiche della parte più ottusa gauche intello contro la presenza di Salvini ad un concerto in onore di De André e il fastidio, degli stessi gauchisti, per aver scoperto che biechi esponenti della destra più estrema apprezzavano Guccini.

Quanto a Gaber, era già stato liquidato dal democratico e tollerante Bersani come una sorta di traditore che, avendo cambiato idee, avrebbe dovuto avere il buon gusto di tacere.

Ma, parallelamente, anche a destra sono sorti maldipancia analoghi. Da un lato i custodi dell’ortodossia: vietato apprezzare musica e testi degli avversari. E chissenefrega se, nei covi delle Brigate Rosse erano stati trovati dischi di Battisti (e non manca mai quello che sa tutto e spiega che Lucio votava radicale e non era di destra: glielo ha detto il cugino della nipote della panettiera di una città vicina a quella dove viveva Battisti). E chissenefrega se sora Giorgia ha giurato di conoscere a memoria le canzoni di Guccini: è costretta a dirlo.

Dall’altro lato quelli che non solo apprezzavano Guccini, ma anche De André, ovviamente Gaber, Pierangelo Bertoli, magari pure Stefano Rosso.

E poi quelli che, a destra, si chiedono perché non ci sia stata un’alternativa ai vari cantautori schierati a sinistra. Imbarazzante. Perché qualche nome – i soliti – viene fatto. E qualcuno era bravo davvero. Se avesse avuto il sostegno di un’area di invidiosi, avrebbe potuto avere molto più successo. Ma era proprio quello che non si è voluto. Colpa di dirigenti politici stupidi, miopi, privi di cultura e di visione. Ma colpa ancor di più di una base che non sopporta il successo di uno di loro. Gli Amici del Vento? Sì, però.. La Compagnia dell’Anello? Sì, però.. Morsello? Idem. Vale per tutti i gruppi musicali, vale per gli storici, i romanzieri, i fotografi, gli economisti, i pittori, gli architetti, i geologi, i giornalisti, i direttori d’orchestra.

Prima della ghettizzazione da parte di una sinistra che voleva occupare ogni spazio culturale, il problema della destra è stata l’autoghettizzazione. Non per uno stupido senso di inferiorità, ma per una molto più stupida invidia interna.

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