Hanno ucciso il ceto medio, chi sia stato ben si sa..

19 Settembre 2024

A quanto ammontava lo stipendio lordo mensile di un insegnante all’inizio degli Anni 60? La valutazione è intorno a 70/80 mila lire, per un totale annuale che poteva oscillare tra le 840 e le 960mila lire, sempre lorde. Ma i livelli di tassazione erano nettamente inferiori rispetto a quelli attuali. Dunque il potere d’acquisto era superiore. Per uno stipendio medio netto di un insegnante che si aggirava sulle 60/65mila lire mensili.

Oggi, togliendo tasse e balzelli, un insegnante guadagna tra 1.500 e i 1.700 euro netti.

Ma nel 1960 bastava un anno di stipendio, ed anche meno, per acquistare una utilitaria. 625mila lire per una 600, 780mila per la Prinz Nsu, 515mila per una Bianchina, per soli 8 stipendi. Ora solo la Panda richiede 10 stipendio per l’acquisto. E questo già dovrebbe aiutare gli esperti del governo a comprendere perché il mercato dell’auto è in crisi.

In realtà è solo un aspetto, e neppure il più rilevante. Perché i prezzi negli Anni 60 erano più bassi su quasi tutti i normali consumi di un piccolo e medio borghese. Ma anche di quelli degli operai. E questo aveva permesso non solo il boom dell’auto, ma soprattutto quello dell’edilizia. Le seconde case che hanno devastato la Riviera ligure o Cervinia sono la conseguenza negativa di una speculazione che, però, partiva da una esigenza di vacanze e dalla possibilità di andarci.

Ora si tagliano le vacanze (i tre mesi per i ragazzi sono un miraggio per la stragrande maggioranza degli italiani), non c’è più il classico “stessa spiaggia, stesso mare”, non si potrebbero più girare film sulle immense compagnie che si riformavano nello stesso luogo, anno dopo anno.

Ma ai maggiordomi degli oligarchi poco interessano questi aspetti di socialità. Molto più utili, per crescere, rispetto alla banalità ed alla noia delle estati in città con educatori politicamente corretti.

 

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