Ma come? Solo perché l’Italia, dopo aver sequestrato i beni russi, ha deciso di imporre dazi sul grano russo e bielorusso, Mosca vuole rispondere mettendo dazi del 100% sui vini italiani? Una vergogna! Va beh, ci si può mettere anche Tajani che invoca la guerra un giorno sì e l’altro pure – guerra solo contro la Russia, perché l’amico Netanyahu può sterminare tutti i bambini palestinesi che vuole – ma tutto ciò non basta per giustificare una misura che penalizzerebbe i produttori italiani. Solo per l’Asti spumante il mercato russo vale il 20%: bisognerà tassare un po’ di più il ceto medio per distribuire denaro pubblico ai produttori.
Che, peraltro, devono registrare una flessione anche negli acquisti da parte dei buoni israeliani. Eppure motivi per festeggiare dovrebbero averne: una coppa di spumante per ogni bambino ucciso.
E che dire dei padroni statunitensi? Non ci si può fidare neppure di loro. Bevono meno vino italiano, con una flessione che colpisce soprattutto i rossi. Sarà un vino troppo poco politicamente corretto? Poco adatto al gender fluid? Bocciato anche, e ancor di più, in Giappone e Cina.
Però siamo in buona compagnia. Spagna, e soprattutto Francia, fanno peggio di noi. Vuoi vedere che i venti intestinali di guerra – in perfetto stile Biden – mal si conciliano con i profumi dei grandi rossi? Che le famiglie, in tutto il mondo, non si entusiasmano per un branco di cialtroni che sognano la distruzione del pianeta a colpi di bombe nucleari?
L’ultima bella pensata è stata pubblicata dal Giornale che ha riportato le nuove idee statunitensi: i padroni del mondo, per impedire la riunificazione cinese, dovrebbero puntare su bombe nucleari tattiche per distruggere la flotta di Pechino. Tanto i buoni americani l’atomica l’hanno già usata per sterminare i giapponesi.
E poi chissà, magari gli oligarchi che sopravviveranno alla catastrofe nucleare rinchiusi nei loro rifugi, quando tutto sarà finito stapperanno una bottiglia di vino per festeggiare. Un pessimo vino cinese o uno spumantino russo ad imitazione dell’Asti..

