I capponi di Renzo

28 Giugno 2026

 

 

L’episodio narrato dal Manzoni è ben noto. O, per lo meno, ben noto a quelli che hanno fatto medie e superiori in altri tempi. Quando il Manzoni si leggeva, e si studiava, per imparare la nostra lingua. L’italiano, non quell’obbrobrioso slang che viene, per lo più, parlato oggi…

 

Renzo va a chiedere consiglio all’avvocato Azzeccagarbugli. E gli porta, come pagamento, dei capponi. Ancora vivi, poveracci, e legati per le zampe.

 

Per la strada, furente, parla tra sé e sé, si agita, scuote mani e braccia. Con inevitabile effetto sui poveri capponi…

 

Che, isterici, si beccano selvaggiamente fra di loro.

Metafora, naturalmente. E, per di più, una metafora sempre valida ed efficace.

 

Possiamo vedere, pressocchè quotidianamente, “capponi” non dissimili da quelli manzoniani.

 

Sulla scena politica, ad esempio. Ammesso e non concesso che “politica” sia l’aggettivo giusto.

Visto che tali capponi si agitano, si beccano, strillano…ma non contano un beneamato.

 

La Meloni e la Schlein litigano, si azzuffano, berciano l’una contro l’altra…sembra una guerra senza quartiere.

 

Ma, appunto, sembra soltanto.

 

Perché, poi, a Bruxelles sostengono entrambi la Von Der Leyen. Allineate e coperte, come si suol dire, dietro alla discussa, e discutibile, presidente della Commissione. Che mai nessun cittadino ha scelto e votato. Ricordarlo ogni tanto non sarebbe male.

E, poi, entrambe si allineano a Washington. Con qualche sfumatura di differenza, certo.

 

Alla Schlein non piace Trump.

Alla Meloni piaceva, e molto. Ora non più, o per lo meno appare come un coitus interruptus, che lascia inappagati e insoddisfatti.

 

Detto questo, però, si tratta solo di sfumature. Entrambe, Meloni, Schlein, con l’aggiunta della paccottiglia di Forza Italia, Lega, Verdi , 5Stelle, Calenda, Renzi…tutti insieme appassionatamente, a Washington si recano in ginocchio. Chiunque sieda nello Studio Ovale. Oggi il tracotante Trump, ieri il totalmente rimbambito Biden.

Insomma cambiano nomi e forme esteriori. Non sostanza.

 

Poi, in Italia, si beccano selvaggiamente fra di loro. Si accapigliano. Si azzuffano.

 

Capponi di Renzo, insomma.

Con un’unica variante, però.

 

A finire in padella, spennati e cotti, non sono mai loro signori e signore.

Siamo noi.

Purtroppo.

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