Radhika Seth, altro che Chiara Ferragni. Per la serie dei guru inutili, Vogue Italia piazza un illuminante articolo della fashion blogger per spiegare ai lavoratori italiani che non devono protestare per i limiti dei 30 km orari perché è molto meglio andare a piedi. Camminare aiuta la creatività, assicura Radhika. In effetti gli operai che devono fare il primo turno in fabbrica, e che per risparmiare vivono in periferie o nelle città vicine, non aspettano altro che di alzarsi in piena notte per affrontare qualche decina di km per raggiungere il posto di lavoro dove esprimere la propria creatività nell’avvitare un bullone.
Va beh, la blogger non aveva idea che esistessero ancora gli operai.
Ma non è che per gli altri lavoratori la situazione sia molto diversa. I genitori che, ogni mattina, devono correre a portare i figli al nido o alle scuole elementari, forse non hanno tutto quel tempo da dedicare alle camminate creative con i bambini per mano, per poi proseguire l’amena passeggiata sino a raggiungere uffici, ambulatori, cantieri, redazioni, negozi (non per fare shopping ma per lavorare).
Ed anche chi non ha mai avuto, o ha superato, la fase legata alla scuola ed al doposcuola, non ha sempre a disposizione quei 40/50 minuti di camminate mattutine e serali per conciliare il proprio animo con la natura. Soprattutto quando la natura consiste nei semafori, nello slalom tra i clochard abbandonati sul marciapiede, nello smog delle grandi città, nel caldo eccessivo o nel maltempo.
Però, tutto questo, Radhika Seth non lo sa. E non lo sanno, evidentemente, neppure a Vogue Italia. Il loro è un mondo a parte. Composto solo da influencer, blogger, tiktoker. Loro non hanno ancora capito che il latte e il mojito non nascono per germinazione spontanea sugli scaffali dei supermercati dove spediscono il personale di servizio per fare la spesa. E non hanno ancora capito che i pacchi che ricevono quotidianamente a casa, con abiti e accessori vari, hanno la necessità di essere trasportati da qualcuno mentre qualcun altro ha provveduto alla produzione degli articoli da promuovere.
Tutte persone che non contano nulla, ma che sognano di arrivare a casa il prima possibile, anche a costo di rinunciare all’armonia ed alla creatività. Perché, a casa, hanno persone altrettanto inutili di cui occuparsi, hanno abitazioni da riordinare, cene da preparare.
Un mondo davvero incredibile per Vogue e le sue grandi firme.
I consigli dei vip: andate a lavorare a piedi (tanto il tempo non vi manca..)
Radhika Seth, altro che Chiara Ferragni. Per la serie dei guru inutili, Vogue Italia piazza un illuminante articolo della fashion blogger per spiegare ai lavoratori italiani che non devono protestare per i limiti dei 30 km orari perché è molto meglio andare a piedi. Camminare aiuta la creatività, assicura Radhika. In effetti gli operai che devono fare il primo turno in fabbrica, e che per risparmiare vivono in periferie o nelle città vicine, non aspettano altro che di alzarsi in piena notte per affrontare qualche decina di km per raggiungere il posto di lavoro dove esprimere la propria creatività nell’avvitare un bullone.
Va beh, la blogger non aveva idea che esistessero ancora gli operai.
Ma non è che per gli altri lavoratori la situazione sia molto diversa. I genitori che, ogni mattina, devono correre a portare i figli al nido o alle scuole elementari, forse non hanno tutto quel tempo da dedicare alle camminate creative con i bambini per mano, per poi proseguire l’amena passeggiata sino a raggiungere uffici, ambulatori, cantieri, redazioni, negozi (non per fare shopping ma per lavorare).
Ed anche chi non ha mai avuto, o ha superato, la fase legata alla scuola ed al doposcuola, non ha sempre a disposizione quei 40/50 minuti di camminate mattutine e serali per conciliare il proprio animo con la natura. Soprattutto quando la natura consiste nei semafori, nello slalom tra i clochard abbandonati sul marciapiede, nello smog delle grandi città, nel caldo eccessivo o nel maltempo.
Però, tutto questo, Radhika Seth non lo sa. E non lo sanno, evidentemente, neppure a Vogue Italia. Il loro è un mondo a parte. Composto solo da influencer, blogger, tiktoker. Loro non hanno ancora capito che il latte e il mojito non nascono per germinazione spontanea sugli scaffali dei supermercati dove spediscono il personale di servizio per fare la spesa. E non hanno ancora capito che i pacchi che ricevono quotidianamente a casa, con abiti e accessori vari, hanno la necessità di essere trasportati da qualcuno mentre qualcun altro ha provveduto alla produzione degli articoli da promuovere.
Tutte persone che non contano nulla, ma che sognano di arrivare a casa il prima possibile, anche a costo di rinunciare all’armonia ed alla creatività. Perché, a casa, hanno persone altrettanto inutili di cui occuparsi, hanno abitazioni da riordinare, cene da preparare.
Un mondo davvero incredibile per Vogue e le sue grandi firme.
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