Napoli come Roma, come Milano. Il camposanto largo della sinistra identico al campofinto sovranista della sedicente destra: se osate criticare siete complici dei nostri nemici. Dunque Potere al Popolo come Futuro Nazionale. I leader dell’oppofinzione si erano ritrovati a Napoli in nome dell’unità contro la destra di governo. Ma la base, la loro base, li ha pesantemente contestati. Prima i disoccupati, dimenticati dal sindaco progressista di Napoli e dal presidente progressista della Campania.
Poi, con una protesta più politica, i sostenitori di Potere al Popolo. Che, per un briciolo di coerenza, non possono condividere le posizioni di un camposanto largo che si è appiattito sulla NATO, su Netanyahu. Tanto vale sostenere Crosetto e Tajani, allora. Perché i signori sul palco, per mettere insieme riformisti e finti massimalisti, hanno dimenticato Gaza e il Libano, i diritti della Palestina, le porcate ed i furti della banda Zelensky. Tutti muti sulla terrorista ucraina che ha messo una bomba a Montecarlo. E sui killer al soldo di Zelensky che l’hanno eliminata affinché non parlasse.
Ma se la sinistra interna protesta, diviene immancabilmente “fascista”. Una parola nuova che evidenzia la fantasia al potere della banda dei 4 (Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni).
Mentre, sul fronte opposto (teoricamente opposto) viene definito “zecca rossa”, sempre in nome della fantasia, chiunque osi far notare il servilismo di sora Giorgia nei confronti degli USA, o la stagnazione dell’economia, o il fallimento delle misure per la sicurezza, o il disastro dei collegamenti ferroviari e stradali.
Nulla deve stare al di fuori dei due schieramenti. Né Futuro Nazionale né Potere al Popolo né, in prospettiva, un eventuale movimento che faccia capo ad Alessandro Di Battista. Non c’è posto, nella politica italiana alle prese con l’astensionismo, per fascisti e zecche rosse. Solo per tifosi ubbidienti e non pensanti.

