I famigli di Meloni dichiarano guerra agli inquilini onesti

20 Dicembre 2025

Probabilmente i parlamentari, a Roma, mangiano troppo. E poi non digeriscono e fanno brutti sogni. Incubi spaventosi. Perché solo una notte difficile può giustificare il progetto per cambiare le regole dei condomini. Che già sono litigiosi a prescindere, ma se dovesse arrivare la nuova legge si trasformerebbero in luoghi di confronto armato.

E passi per la pretesa che gli amministratori di condominio debbano essere laureati. Il presidente del consiglio no, gli amministratori di condominio sì. Curiosa questa discriminazione. Amministrare un palazzo è più impegnativo di amministrare l’Italia? Può essere, allora riduciamo sensibilmente i compensi per premier e ministri.

Oppure la laurea è irrilevante per governare 60 milioni di italiani? E perché dovrebbe essere indispensabile per gestire 100 inquilini?

Ma il peggio della proposta è un altro. Se un inquilino è moroso, non paga lavori e bollette, allora gli inquilini onesti devono farsi carico del suo debito. Perché lo stato, strapagato per garantire il rispetto delle leggi, non sa e non vuole fare ciò per cui è pagato, dunque si arrangino gli inquilini. Pagando di tasca loro, perché se costringono il vicino di casa moroso a pagare a forza di schiaffoni, allora lo stato interviene perché nessuno può farsi giustizia da solo.

Dunque paga e taci.

Sì, indubbiamente aveva ragione Franco Cardini quando sosteneva che la sora Giorgia si era circondata di una classe dirigente di infimo livello.

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