I flussi di contante “nero” salvano i conti della grande distribuzione del lusso (e i posti di lavoro)..

7 Ottobre 2024

Vacanze finite, tempo di bilanci per molti operatori del settore. Bilanci veri, non quelli ufficiali. E per avere un’idea reale degli incassi sarebbe sufficiente andare a dare uno sguardo agli scontrini ed alle modalità di pagamento nei grandi magazzini del lusso e nei negozi di alto livello. Perché, improvvisamente, crolla la percentuale di pagamenti con le carte e si registra un boom degli acquisti fatti utilizzando il contante.

Strano, ma vero. Ed i pagamenti sono effettuati da ristoratori, negozianti, albergatori. Meglio se con attività in località turistiche.

La prima idea che viene in mente è che, nonostante le frasi di circostanza di governo, forze dell’ordine e magistrati, in Italia la pratica del “nero” non sia per nulla scomparsa. Sicuramente si è ridotta rispetto al passato, ma resta viva e lotta insieme a noi. Ovviamente il contante può essere stato ricevuto in cambio di scontrini o fatture. Però è curioso che le casse comtinue delle banche, sempre utilizzate durante l’anno con frequenza giornaliera o quasi, proprio per depositare il contante ed evitare ogni rischio, non funzionassero nel periodo estivo..

Ma la seconda idea è la conseguenza della prima: i consumi reggono esclusivamente grazie a chi fa del “nero”. Le famiglie a stipendio fisso, ed ancor più quelle dei pensionati, sono costrette a tagliare la spesa, a rinunciare ad acquisti un tempo abituali. E questo provoca una riduzione della produzione industriale. Perché è inutile produrre ciò che non si vende.

Per fortuna, però, arrivano i contanti di chi si è dimenticato di battere uno scontrino. Di chi, a sua volta, si è fatto pagare in contanti. L’economia sommersa che salva l’Italia in crisi. Ovviamente cresce l’invidia da parte di chi non può evadere. Ma, perlomeno, il “nero” permette di dare ossigeno ad una economia asfittica. E non è vero che gli stessi soldi, trasformati in tasse, garantirebbero la stessa crescita. Perché verrebbero sprecati in mille rivoli di mille clientele. Tra amichettismi e familismi. E allora ben vengano i contanti che riempiono le casse dei grandi magazzini, che pagano i produttori, che garantiscono un posto di lavoro alle commesse.

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