Tutti contro tutti. Gli imprenditori contro chi specula sugli affitti. In attesa di dichiarare guerra ai commercianti per i prezzi del cibo, dell’abbigliamento, di tutto.
Il problema è che persino lorsignori hanno capito di aver bisogno di giovani di qualità da inserire nelle aziende. Ed anche nei servizi pubblici. L’intero sistema non può funzionare ricorrendo solo agli schiavi non qualificati, fatti arrivare da ogni parte del mondo. Perché i migranti qualificati scelgono altri Paesi, proprio come i giovani italiani.
Che fare, allora? Le imprese si rifiutano di alzare le retribuzioni e, dunque, vogliono che i prezzi delle abitazioni si riducano. Poi, però, i sindaci delle grandi città lasciano campo libero alla speculazione internazionale che crea luoghi esclusivi per ricchi. Mentre la stessa gauche che difende i grattacieli di Sala, difende anche i maranza che infestano le periferie.
Sul fronte opposto ci si lamenta per la delinquenza nelle periferie ma gli interventi dei rappresentanti del governo sul territorio oscillano tra il ridicolo ed il patetico. E, ovviamente, ci si guarda bene dal criticare i costruttori, in nome di quel laissez faire che tanto piace alla zarina Marina.
Risultato? La stagnazione dell’economia italiana, anche se per Speranzon essere all’ultimo posto in Europa per crescita del Pil e al primo per il debito pubblico rappresenta un grande risultato del governo di Giorgia Meloni.
Ma nessuno propone alternative. Il libero mercato non si tocca, i giovani continuano ad andarsene, i maranza restano liberi di delinquere e di pesare sulle casse pubbliche, la qualità latita e gli imprenditori si lamentano perché i ragazzi italiani non accettano di pagare per ottenere il privilegio di lavorare. E poi ci sono le accuse generiche contro i bamboccioni che sono viziati e non accettano di andare a vivere lontano dalle città e di affrontare, ogni giorno, un’ora di viaggio all’andata e al ritorno. Sacrificando la qualità della propria vita per i guadagni degli imprenditori.
Nessuno che si ponga una domanda semplice: l’impresa ha bisogno di quel giovane, delle sue competenze? Perché se ne ha bisogno, forse è il caso di non perderlo, invece di obbligarlo ad affrontare una vita grama.

