I media italiani contro gli agricoltori per difendere le multinazionali del cibo

15 Gennaio 2024

Finite le proteste degli agricoltori tedeschi, almeno per il momento, persino qualche giornale italiano ha deciso che se ne poteva parlare. Male, ovviamente. Possibilmente molto male. Prima si è cercato di far passare la protesta come un’iniziativa mascherata dell’estrema destra di Afd. Non ha funzionato e, anzi, si è favorito un aumento di consensi per i cattivi. Che, allora, sono stati accusati di essersi limitati ad infiltrarsi nelle manifestazioni.

Ma sono partite le bordate contro i contadini e gli allevatori. Non solo quelli tedeschi. Accusati di essere retrogradi, nemici dell’ambiente, vecchi, inadatti alle nuove sfide ambientali ed anche ai cambiamenti già in atto in agricoltura.

E pazienza se gli accusatori sono giornalisti di città, abituati a spostarsi con l’auto di servizio, reduci dalle vacanze sulla neve tra impianti di risalita e bacini per l’innevamento artificiale. O appena scesi da un aereo dopo qualche giorno di riposo in un mare australe.

No, i colpevoli dell’inquinamento, del riscaldamento globale, delle tensioni a Taiwan e della crisi di risultati della Salernitana sono loro: gli agricoltori. Che non accettano di ridurre le produzioni; che non accettano di vedersi ridurre i contributi europei; che non accettano di pagare di più il carburante per i trattori; che non accettano di compilare un numero crescente di inutili scartoffie burocratiche.

Insensibili, questi agricoltori. Che non capiscono che l’aumento degli adempimenti burocratici è indispensabile per mantenere i posti di lavoro a inutili burocrati in Italia ed in Europa. Mentre il taglio dei sussidi all’agricoltura serve per aumentare il flusso delle armi verso la banda Zelensky. E si sa che carri armati, bombe e missili fanno bene all’ambiente.

Quanto alla riduzione delle produzioni, è indispensabile per giustificare l’arrivo di insetti e schifezze varie per arricchire le multinazionali che controllano il settore. D’altronde far arrivare via nave il cibo dai posti più lontani del mondo non produce inquinamento e migliora la qualità dell’aria. A differenza di alberi da frutta che rappresentano un pericolo per l’ambiente, come gli ortaggi e qualsiasi altra coltivazione non controllata dalle multinazionali.

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