Il rapporto tra Torino e la Liguria è un rapporto strano. Di amore sostanzialmente unidirezionale. La capitale sabauda, città tradizionalmente alpina, montana, ha sempre amato quel mare così vicino. Lo ha considerato “proprio”, una parte di sé. Non soltanto Nizza, sbocco storico. Ma anche il Ponente e poi, col tempo, il resto della Liguria. Un amore non ricambiato, in particolar modo a Genova. Eppure era il piemontese Paolo Conte a cantare “Genova per noi, che stiamo in fondo alla campagna”. Ed era sempre lui cantare “Una giornata al mare”.
Dunque non stupisce se un’autrice torinese, Sisi Copercini Cazzaniga, abbia scritto “I Racconti del balcone del Podestà”, brivido giallo, mistero e ironia ambientato fra i carrugi di Camogli.
Pubblicato da Edizioni Infilaindiana
L’autrice, già giornalista pubblicista, unisce la passione per la narrativa gialla “soft” all’amore per la Liguria e in particolare per Camogli, dando vita a storie leggere ma coinvolgenti, dove l’osservazione dei dettagli e l’ironia sono gli stumenti principali per arrivare alla verità.
Protagonista è Olivia, una donna curiosa, colta, ironica che osserva il mondo dal suo balcone noto come “Il Balcone del Podestà”.
Accanto a lei c’è Dante, un vecchio marinaio dal carattere rude ma schietto e dotato di un notevole intuito.
Insieme si trovano coinvolti in piccoli misteri che intrecciano suspense, umorismo e umanità.
Camogli non è soltanto lo scenario delle vicende, diventa un personaggio vivo, con i suoi carruggi, il porto, il mare, i suoi abitanti, raccontato con lo sguardo di chi ne subisce il fascino da sempre e ne conosce la storia da quasi mezzo secolo: l’autrice appunto.
I Racconti del balcone del Podestà è una lettura dedicata a chi ama i gialli ironici, le atmosfere marine, i personaggi destinati a divenire familiari.

