I repubblicani contro Trump per provare a contare ancora

17 Novembre 2024

Con quanta gioia il Tg5, in versione Marina Berlusconi, ha annunciato che il partito repubblicano statunitense ha contestato le scelte di Trump in merito ai futuri responsabili del governo di Washington. In particolare il tg riporta le accuse contro Matt Gaetz, futuro ministro della giustizia ma anche accusato di “traffico sessuale”. Ed è curiosa l’indignazione dei nuovi berluscones nei confronti di un personaggio che non solo non è stato ancora condannato, ma è stato prosciolto da ogni accusa. Il garantismo, evidentemente, vale solo per gli amici.

In realtà, però, la rabbia repubblicana è comprensibile. E non è rivolta contro Gaetz, contro Kennedy, contro Hegseth, contro Gabbard. Il vero obiettivo è Elon Musk, ma il partito repubblicano non osa attaccarlo direttamente. Dunque bisogna colpire gli anelli più deboli della catena di comando trumpiana.

E Donald ne è perfettamente consapevole. Così come è consapevole che la vittoria alle presidenziali non è un successo dei repubblicani bensì del suo movimento, il Maga (Make America Great Again). E lo hanno capito i repubblicani che, proprio per questo, cercano lo scontro per tornare ad avere un ruolo, a contare qualcosa.

La risposta di Trump è stata quella di sparigliare le carte. Imponendo, per la guida degli Usa, candidati estremamente divisivi. Non solo Gaetz, ma anche gli ex democratici Kennedy (che si occuperà di salute in aperto contrasto con la lobby delle casa farmaceutiche) e Gabbard (destinata all’Intelligence). E poi Hegseth, candidato a guidare la Difesa ma per nulla amato dai generali attaccati alla poltrona.

Ma, soprattutto, Musk. Accusato dagli oligarchi italiani di essere il vero presidente ombra, l’uomo che di fatto controllerà Trump. Brutta cosa, l’invidia, da parte di oligarchi che vorrebbero semplicemente essere al posto di Musk per avere al proprio servizio almeno Meloni..

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