I russi arrivano a Berlino. E la conquistano. Senza, però, distruggerla. Anche perché la resistenza tedesca è effimera. Quasi inconsistente.
No, non è un racconto distopico. E neppure una rappresentazione falsata di quanto avvenuto nell’ormai lontano 1945.
Quando, per altro, la resistenza tedesca fu strenua. La città difesa casa per casa dall’ultimo pugno di vecchi, da ragazzi di quindici anni. Nonché norvegesi e francesi inquadrati nelle Waffen SS.

E fu, piaccia o meno, un épos. Cupo e disperato, come quel Führer che si diede la morte e si fece bruciare nel bunker. Per non cadere in mano nemica.
Altra epoca. Altri tedeschi. Altri uomini soprattutto.
E non è certo di questo che voglio, oggi, parlare. Dei tedeschi di oggi, piuttosto. Della, nuova, Grande Germania del Cancelliere Merz, che si pone, spesso con arroganza, come capofila del conflitto con Mosca.
Mosca che, per altro, anch’essa non è certo più quella sovietica, di Stalin per intenderci, o, se preferite, di Lenin e dei Soviet. Nemico giurato dell’ Occidente, della democrazia, della libertà… O, per lo meno, così ci veniva raccontato…e noi ci credevamo, per mancanza di altre fonti di informazione.
Eppure, oggi, Mosca viene demonizzata come e più di ieri. Le carabattole reaganiane del, famigerato, “Impero del male”, tirate fuori dalle cantine. Rispolverare e riproposte con una protervia inusitata in passato. Con una insistenza ossessiva. E senza ammettere contraddittorio, o anche solo dubbio.
Dunque, fingiamo per una volta di prendere per buona questa minaccia russa.
E, però, cominciamo a ragionare.

I russi, in Ucraina, hanno vinto. E non ci sono finzioni, menzogne e balle, distribuite copiose dai nostri Media, che tengano. Hanno vinto, ma tengono il freno a mano tirato. Perché cercano di trovare un accordo di pace con Washington. L’unico che interessi loro.
Mettiamo, però, che europei e squallidi funzionari NATO a questo accordo si oppongano.
Vance, il potente vice di Trump, è stato estremamente chiaro. Più del, maggiormente fumoso, Thycoon.
“Non volete accettare un accordo con Mosca? Bene, noi ci chiamiamo fuori. Arrangiatevi”.
E a questo punto Putin che dovrebbe fare?
Accettare una tregua fasulla, che permetta soltanto agli europei di riarmarsi per affrontarlo?
Andiamo…pensate che sia scemo?
Non avrebbe altra alternativa che portare a termine la guerra. Ovvero annientare l’Ucraina, e farla sparire dalle carte geografiche. Più esattamente farla tornare quella che è sempre stata. Una terra di confine, come dice il suo stesso nome.

Probabilmente non basterebbe. E allora dovrebbe andare avanti. Forse cercando un accordo sulla spartizione dell’Ucraina con i polacchi. Forse…
Epperò dovrebbe puntare dritto sulla Germania. Per neutralizzarla. E arrivare subito a Berlino, affondando in una difesa effimera. Pochi reparti speciali, e una popolazione che, soprattutto all’Est, non vuole la guerra con la Russia. Cui la sta trascinando Merz, per servire interessi, diciamo così, non tedeschi.
Come dite? Fantasia, fantastoria, fantascienza…
Per carità, forse avete ragione. Anzi, ci sarebbe quasi da augurarselo.
Però, però, però…
Troppi però, troppi dubbi. Troppi interessi e troppi folli che spingono per la guerra con la Russia.
E Putin non mi sembra uomo da stare a lungo a guardare.
Vedremo, temo, dopo il vertice con Trump in Alaska.