I termini del Gioco

5 Agosto 2026

 

 

Tutti i Giochi, anche i più complessi e sofisticati, hanno dei termini. Dei confini, diciamo così, che non possono essere valicati. Confini, spesso inevitabilmente, temporali.

 

Sembra che Washington stia preparando un massiccio attacco contro l’Iran insieme ad Israele.

E che questo attacco dovrebbe avvenire a breve.

Per alcune, ottime e ineccepibili, ragioni.

Trump è, probabilmente, costretto ad agire. Costretto, in primo luogo, dal rapporto con Netanyahu. Che sembra condizionarlo e, per certi versi, tenerlo in pugno. Lascio ad ognuno il valutare il perché.

 

È costretto ad agire, però, anche per cercare di portare a casa un risultato positivo.

Perché, ad oggi, l’offensiva militare statunitense in Iran si è rivelata un disastro.

 

Questo non perché l’Iran abbia vinto. Semplicemente perché non è crollato come Washington si aspettava. Ed anzi ha ribattuto colpo su colpo. Creando non pochi problemi agli States e, in primo luogo, ai suoi alleati arabi.

 

Alleati che manifestano, ormai, un crescente malessere. Tale da rischiare di disgregare la coalizione statunitense.

Che, per di più, sembra ormai aver destinato tutte le sue principali risorse militari a difesa di Israele.

Lasciando di fatto sguarniti e indifesi gli “amici” arabi.

Tuttavia la principale ragione per cui Trump deve agire in fretta è legata alla scena interna statunitense.

Alle ormai prossime elezioni di Midterm, che, stanti così le cose, si potrebbero rivelare un disastro per i Repubblicani.

 

Ora, Trump è, ormai, all’ultimo mandato presidenziale. Non più eleggibule, nonostante alcune dichiarazioni e rivendicazioni estemporanee.

 

Vuole, o meglio vorrebbe, però mantenere il controllo del Partito Repubblicano. E, forse, pensa ad una successione dinastica. Suo figlio.

 

Impossibile, pero, se Midterm fosse un totale disastro. Non solo diventerebbe un'”anatra zoppa” per il resto del suo mandato. Il suo futuro politico verrebbe annullato. Il suo e quello dei suoi sostenitori.

In verità sempre meno. Perché le prese di distanza dall’Amministrazione e dal suo appiattirsi su Israele, facendosi sempre più coinvolgere in un conflitto estraneo agli interessi statunitensi, aumentano di giorno in giorno.

 

Sono ormai una vera e propria frana.

 

Trump ha dunque bisogno di un successo nel conflitto iraniano. E ne ha bisogno a breve.

 

Potrebbe non bastargli per risalire la china. Tuttavia è ormai troppo tardi per trovare un’altra via d’uscita.

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