Cinema e street art per animare il turismo di otto borghi siciliani che accolgono 30 nuovi splendidi murales nell’ambito del progetto iArt Fivas. Opere d’arte sulle case di Bisacquino, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Corleone, Mezzojuso, Palazzo Adriano, Prizzi e Roccamena, ovvero nel territorio di Ficuzza e della Valle del Sosio, nell’entroterra della provincia di Palermo.
Sono 29 gli artisti coinvolti, tra i più interessanti del panorama internazionale della street art, provenienti da 9 Paesi: Italia, Uruguay, Portogallo, Argentina, Serbia, Spagna, Canada, Germania e Stati Uniti. Tutti insieme per creare, attraverso l’arte urbana, un innovativo e originale museo diffuso del cinema e delle identità territoriali, rivelando una relazione importante tra i Comuni dell’entroterra palermitano e Hollywood.
Le opere raffigurano elementi identitari dei luoghi, si ispirano a scene di importanti film, molti dei quali vincitori di premi Oscar (es. “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore, “È arrivata la felicità”, “Accade una notte”, “L’eterna illusione” di F. Capra), oppure ritraggono attori di fama internazionale.
Tutti i soggetti a cui si sono ispirate le opere sono stati selezionati in base alla loro forte relazione con i territori coinvolti: attori e registi che hanno proprio lì la loro origine (tra cui Al Pacino, Frank Capra), o film girati in queste aree.
iART FIVAS, il polo diffuso per la riqualificazione urbana delle periferie dei comuni dell’area interna di Ficuzza e della Valle del Sosio, è stato ideato e diretto da I WORLD, con il Comune di Bisacquino capofila e realizzato grazie a un finanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del programma straordinario di interventi per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie. Ciascun mural è un omaggio alla cultura locale e al suo profondo legame con il grande cinema, nel tentativo di dare vita a un percorso artistico e culturale unico, capace di attirare turisti e appassionati in luoghi meravigliosi, ma a rischio spopolamento.
Un museo diffuso del cinema e delle identità, che ha una relazione importante tra i Comuni dell’entroterra palermitano e Hollywood, territori che sono solo apparentemente marginali: è qui, infatti, che bisogna venire per trovare traccia del Dna di alcuni dei colossi del cinema mondiale. È qui che hanno preso forma alcuni dei film cult dal 900 fino ai giorni nostri.
Un elemento importante è il legame tra cinema, identità e territorio, questa relazione magica portata avanti attraverso una serie di opere legate ad Al Pacino, Nella Condorelli, Scimeca e tanti altri che hanno poi suggerito i murales, fornendo una narrazione di questi luoghi, fuori dagli stereotipi, antidoto dell’illegalità e spunto per nuovi processi di rigenerazione urbana, sociale e culturale.
Murales che hanno messo in evidenza il tema della legalità, che non poteva non essere uno dei punti all’attenzione del progetto e che viene trattato con la mostra “Memoriam Iudicorum”, della pittrice Olinda Lo Presti, in cui si rappresentano undici ritratti dei giudici siciliani uccisi da “Cosa Nostra” che, attraverso tali efferati omicidi, ha inteso fermare i procedimenti giudiziari avviati dallo Stato contro l’organizzazione mafiosa.
Per il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, intervenuto in occasione della conferenza stampa di presentazione del progetto, si tratta di “un’iniziativa che unisce tutti nel nome di un interesse, che è l’interesse alla rigenerazione urbana dei territori, all’incremento dell’attrattività dei luoghi ed è al tempo stesso un invito alla bellezza“.


