Il bacio di Giuda per i Fratelli coltelli

2 Aprile 2024

Vittoria sicura alle regionali, sconfitta altrettanto certa alle concomitanti comunali. È la prospettiva del centrodestra piemontese, ma la regola vale per quasi tutte le realtà territoriali. Una situazione paradossale. A livello regionale Alberto Cirio, presidente uscente e rientrante del Piemonte, potrebbe tranquillamente rinunciare alla campagna elettorale. Potrebbe occuparsi di pallone elastico e bocce, di passeggiate tra le vigne e di gite sul fiume: vincerebbe comunque.

Per facilitargli il compito la sinistra ha spaccato il campo largo, ha spinto i centristi verso Cirio, ha scelto una candidata da sacrificare. Però, al contempo, ha preparato la riscossa nei tanti comuni chiamati al voto. Facilitata, a sua volta, dalle strategie assurde di un centrodestra perennemente alle prese con una classe dirigente imbarazzante.

Così Biella e Vercelli vedranno la sostituzione dei due sindaci uscenti, entrambi del centrodestra. Con lo scambio tra Fdi e Lega. Quest’ultima, a Vercelli, punterà su un giovanotto di 82 anni che leghista non è mai stato. Ma il meglio è stato ottenuto a Verbania. Dove Fdi aveva individuato il candidato con ottime possibilità di successo, Giandomenico Albertella. Scelto da chi, Davide Titoli, aveva vinto il congresso provinciale contro il candidato indicato da un ex di Forza Italia.  Valgono qualcosa le preferenze degli iscritti? Vale qualcosa l’indicazione fornita da un territorio? Ovviamente no. Dunque per Verbania viene imposta la candidatura unitaria di una esponente di Forza Italia, costringendo il segretario provinciale di Fdi a dimettersi per coerenza, continuando a sostenere Albertella.

Ma anche nelle altre province le candidature del centrodestra per le comunali offrono la vittoria facile facile alla sinistra. Con poche eccezioni. Già, perché non è obbligatorio perdere nelle città. A Casale Monferrato il sindaco uscente, Federico Riboldi, ha lavorato bene, tanto da veleggiare verso un posto di governo in Regione ma spingendo verso la vittoria anche il suo vicesindaco ora candidato per la poltrona di primo cittadino.

Dunque si può. E allora non si capisce perché, altrove, le candidature non vadano mai a premiare merito e qualità. Garantendo la vittoria ad una sinistra che continuerà a governare non solo Torino ma anche i comuni confinanti, da Settimo a Collegno.

Condividi

Trending posts

Leggi anche