Il calcio non affascina più i ragazzini italiani

16 Giugno 2024

La banda Fazio smentisce, abitualmente, il detto che un orologio rotto segna l’ora giusta due volte al giorno. Loro riescono a non segnare mai l’ora giusta. Capitano, tuttavia, le eccezioni. Così Massimo Gramellini, nel suo Caffè sul Corriere della Sera, evidenzia il totale disinteresse dei ragazzini di 12/13 anni nei confronti del calcio e, in particolare, nei confronti degli Europei. La logica conseguenza – spiega – della fine delle partite a pallone nei cortili ed in ogni altro posto disponibile.

Vero. I boomer sono cresciuti giocando a calcio nelle strade, nei cortili, nei prati, sulle spiagge, negli oratori. Ora per strada sarebbe un suicidio, nei cortili si parcheggia o sono diventate oasi di pace per i boomer invecchiati, i prati sono tutelati dagli ambientalisti, le spiagge sono colonizzate dagli stabilimenti balneari. Quanto agli oratori, quelli sopravvissuti sono diventati luoghi inclusivi, dove le bande di minorenni possono compiere ogni angheria senza subire conseguenze. E chi non è un aspirante delinquente preferisce evitare di venir aggredito dalle future grandi risorse.

Resterebbero i campi di calcio ufficiali. Però provvedono le mamme italiane a scoraggiare la frequentazione. Perché anche in questi casi occorre essere inclusivi e far giocare anche chi non è capace. A costo di giocare in 40 o di lasciare in panchina chi ha almeno una vaga idea di cosa sia il calcio. Inevitabile che un ragazzino decida di lasciar perdere. Perlomeno evita di passare dal disagio mentale delle mamme a quello dei papà che, quando i figli crescono, pretendono che siano titolari, che giochino in determinati ruoli, che facciano l’esatto contrario di ciò che insegna l’allenatore.

A tutto ciò si aggiungono le conseguenze disastrose degli arresti domiciliari di massa per il Covid. Provvedimenti idioti con effetti devastanti sulla psiche dei ragazzi. Ma su questo, Gramellini tace. Ovviamente. Il risultato è che se a calcio non giochi, difficilmente ti appassioni a quello che vedi in TV. E preferisci continuare ad isolarti con il tuo smartphone. Ignorando chi sia Scamacca o Bastoni.

Non a caso Mediaset ha rinunciato ai diritti delle coppe europee di club. Anche dopo aver visto il fallimentare esito della trasmissione del calcio arabo su La 7 nonostante i campioni ingaggiati. È un mondo fasullo che finisce? Forse sì, ma sarà una lunghissima agonia. E poi non è neppure vero che, se non pratichi uno sport, non lo segui. Gramellini assicura che questi ragazzini che ignorano Barella, sanno tutto di Sinner e molto di Tamberi. Pur non giocando a tennis e non frequentando le piste di atletica. Forse è proprio il calcio che non funziona più.

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